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	<title>Rivoluzione Liberale &#187; _BOX_1</title>
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	<description>- Una Creazione Locombi.com</description>
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		<title>23 milioni di lavoratori, record dal 2008</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Sep 2017 16:04:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redattore]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[L'Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[_BOX_1]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma – Occupati in crescita a luglio dello 0,3%, secondo i dati Istat. Rispetto al mese di luglio, la crescita è pari a 59mila unità e dell’1,3% paragonato a un anno fa, pari a 294mila unità. Sono 23,063 milioni gli occupati. Dato più alto da ottobre 2008. L’occupazione sale al 58% e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="color: #000000;">
<div id="attachment_885" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2017/09/industrial-1636390_960_720-300x211.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g884]"><img class="size-full wp-image-885" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2017/09/industrial-1636390_960_720-300x211.jpg" alt="Un operaio" width="300" height="211" /></a>
<p class="wp-caption-text">Un operaio</p>
</div>
<p style="color: #000000;"><strong style="font-style: inherit;">Roma</strong> – Occupati in crescita a luglio dello 0,3%, secondo i dati Istat. Rispetto al mese di luglio, la crescita è pari a 59mila unità e dell’1,3% paragonato a un anno fa, pari a 294mila unità.</p>
<p style="color: #000000;"><strong style="font-style: inherit;">Sono 23,063 milioni gli occupati. Dato più alto da ottobre 2008.</strong></p>
<p style="color: #000000;">L’occupazione sale al 58% e la disoccupazione cresce a luglio all’11,3%. Come cresce pure la disoccupazione giovanile. Al 35,5%, in crescita di 0,3 punti da giugno.</p>
<p style="color: #000000;">Più over 50 occupati e meno donne senza lavoro, il quadro presentato dall’Istat.</p>
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		<title>“Obbligo scolastico fino a 18 anni”</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Aug 2017 16:56:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redattore]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Corsivo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[_BOX_1]]></category>

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		<description><![CDATA[Rimini – “Obbligo scolastico fino a 18 anni”. Al Meeting Ck in corso a Rimini, la ministra all’Istruzione Valeria Fedeli lancia la proposta. “Io sarei per portare l’obbligo scolastico a 18 anni, perché un’economia come la nostra, che vuole puntare su crescita e benessere, deve puntare su economia e società della [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="color: #000000;">
<div id="attachment_874" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2017/08/14573020_595870287204593_5495370782722227837_n-1-300x261.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g873]"><img class="size-full wp-image-874" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2017/08/14573020_595870287204593_5495370782722227837_n-1-300x261.jpg" alt="Valeria Fedeli" width="300" height="261" /></a>
<p class="wp-caption-text">Valeria Fedeli</p>
</div>
<p style="color: #000000;"><strong style="font-style: inherit;">Rimini</strong> – “Obbligo scolastico fino a 18 anni”. Al Meeting Ck in corso a Rimini, la ministra all’Istruzione Valeria Fedeli lancia la proposta.</p>
<p style="color: #000000;"><strong style="font-style: inherit;">“Io sarei per portare l’obbligo scolastico a 18 anni, perché un’economia come la nostra, che vuole puntare su crescita e benessere, deve puntare su economia e società della conoscenza.</strong></p>
<p style="color: #000000;">Come prevede l’ultima Agenda Onu 2030 sottoscritta anche dall’Italia”.</p>
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		<title>Bric, i marò e le debolezze dell’Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2012 15:58:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cgaleotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualita]]></category>
		<category><![CDATA[L'Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[_BOX_1]]></category>

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		<description><![CDATA[- Bric è una sigla che da diversi anni ormai ha assunto un ruolo chiave per comprendere molti fenomeni internazionali, dalle dinamiche socioeconomiche a quelle politiche. Sono le iniziali di Brasile, Russia, India e Cina, i paesi economicamente emergenti, per molto tempo esclusi dal circolo più esclusivo delle economie altamente industrializzate. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_810" style="width: 204px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2012/03/mattioli_francesco.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g809]"><img class="size-medium wp-image-810 " title="Francesco Mattioli" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2012/03/mattioli_francesco-194x300.jpg" alt="" width="194" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Francesco Mattioli</p>
</div>
<p>- Bric è una sigla che da diversi anni ormai ha assunto un ruolo chiave per comprendere molti fenomeni internazionali, dalle dinamiche socioeconomiche a quelle politiche. Sono le iniziali di <strong>Brasile, Russia, India e Cina</strong>, i paesi economicamente emergenti, per molto tempo esclusi dal circolo più esclusivo delle economie altamente industrializzate.</p>
<p><strong>Il Bric spiega gli incidenti a cui è andata incontro l’Italia in questi ultimi anni. </strong>E non solo l’Italia: il traffico di prodotti contraffatti e pericolosi che si trascina dalla Cina al nostro paese è condiviso e subìto anche da altre nazioni occidentali;<strong> il taglieggiamento sotterraneo che la Russia mette in atto grazie ai suoi gasdotti riguarda l’Italia ma anche altri paesi industrializzati.</strong></p>
<p>Cina e Russia del resto sono ancora in preda alla sindrome della tigre imperialista, e segnatamente americana, e questo li induce persino a tollerare i massacri di Assad e la corsa agli armamenti dell’Iran.</p>
<p>Ma Cina e Russia sono anche due mercati emergenti, dove l’industria europea e americana – si pensi a quella automobilistica, ormai asfittica in occidente – può fare buoni affari.<strong>Questo giustifica l’atteggiamento morbido che i paesi industrializzati dell’occidente mantengono nei loro confronti, anche a proposito di tragedie come quella della Siria.</strong></p>
<p>Diverso il caso di Brasile e India. Gli schiaffoni di questi due paesi Bric di recente sono andati dritti dritti all’Italia.</p>
<p>Il Brasile di Lula, facendosi beffe del diritto internazionale e cogliendo una ben squallida occasione per esaltarsi della propria indipendenza dal capitalismo occidentale, ha permesso che un criminale mascherato da perseguitato politico, come Cesare Battisti, andasse libero.<strong> Il Brasile è il principale mercato della Fiat e l’interscambio economico con l’Italia è in crescita.</strong></p>
<p>A ben vedere, in questa faccenda l’Italia non ha fatto la voce grossa: certo, si è affidata ai migliori esperti del diritto, confidando che queste faccende si risolvessero con le leggi internazionali e i gentlemen’s agreements fra stati.<strong> La verità è che l’Italia non aveva nessun elemento per negoziare sul piano economico e politico: è il Brasile che è nel Bric, non l’Italia, noi siano in recessione, loro crescono al ritmo del cinque per cento l’anno.</strong></p>
<p><strong>L’India</strong>. Allo stato attuale non siamo sicuri se i marò italiani della petroliera Lexie abbiano ucciso per sbaglio quei poveri pescatori indiani – forse è anche vero – ma un fatto è certo: che, in spregio delle regole vigenti in materia di acque internazionali, l’India si è arrogata il diritto di arrestare i due militari, trattando peraltro con grande supponenza i diplomatici del nostro paese.</p>
<p><strong>Forti di un diritto internazionale a cui evidentemente crediamo solo noi (e gli indiani ce lo hanno fatto capire), ci siamo consegnati alle autorità dell’India sicuri delle nostre ragioni. </strong>Ancora una volta abbiamo riposto le nostre certezze nel diritto. Il che ci fa onore, ma viene il dubbio che non avremmo potuto fare diversamente, perché l’India è un mercato privilegiato, verso i quale non possiamo chiudere le porte. Anche qui, la verità è che l’India è nel Bric, noi siamo in recessione e loro crescono del 7,5 per cento.</p>
<p><strong>Che fare, allora, con i Bric? </strong>Temo che purtroppo sarebbe necessario incominciare ad avere una fiducia condizionata nel diritto internazionale, cioè a rendersi conto che invocarlo nei confronti di certi paesi può essere ozioso. Va tenuto presente che lo schieramento etico del mondo è tutt’altro che compatto; molti paesi orientali hanno sottoscritto una nuova dichiarazione sui diritti dell’uomo, quella di Bangkok, <strong>che va in controtendenza con quella del 1948, che ritengono troppo ispirata ai valori occidentali.</strong></p>
<p><strong></strong>Tra l’altro nella dichiarazione di Bangkok si sottolinea che la libertà dell’individuo può essere sacrificato all’interesse collettivo, giustificando così i regimi dittatoriali, politici e teocratici, di molti paesi orientali e mediorientali.</p>
<p><strong>In secondo luogo, non potendo competere economicamente con i Bric, è meglio evitare di mettersi nelle loro mani (come ha fatto la Lexie) perché, almeno noi italiani, non abbiamo una vera forza di scambio.</strong></p>
<p>Terzo, se proprio si vuol fare un discorso di principio, da gentiluomini, allora è bene andare fino in fondo, rispondendo con provvedimenti diplomatici “forti”, anche se puramente formali, che costituiscano un segnale inequivocabile della propria fermezza.</p>
<p>Nell’affare Cermis, gli Stati Uniti, di cui pure siamo alleati privilegiati e partner economici, senza tante discussioni si sono portati via il loro militare, se lo sono giudicato per conto loro e se lo sono praticamente assolto. Una offesa alla giustizia, certo<strong>; ma anche un ceffone alla nostra sovranità nazionale che noi, da inveterati e servili levantini, siamo sempre disposti a sacrificare pur di arraffare qualche moneta.</strong></p>
<p>La dignità, l’autorevolezza e la credibilità di un paese, a livello internazionale, non si fonda esclusivamente sulla sua potenza economica, sulla sua solvibilità finanziaria e sulla rettitudine giuridica, ma anche sulla capacità di non venire a patti con chi ne offende la dignità e si fa beffe delle sue ragioni. In questo, Francia e Regno Unito – altrettanto in difficoltà quanto noi con i paesi Bric – hanno qualcosa da insegnarci.</p>
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		<title>&#8220;Fai come Giulietta&#8230; dì sì dal tuo balcone&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2011 16:53:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cgaleotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualita]]></category>
		<category><![CDATA[La Battaglia]]></category>
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		<description><![CDATA[- Giulietta dice sì al suo Romeo. E dice sì al referendum per fermare il nucleare. Un singolare flash mob questa mattina ha animato via Saffi, a Viterbo. Una giovane Giulietta si è affacciata dal profferlo di Casa Poscia per dire sì a Romeo, e simbolicamente dire sì al referendum. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>- Giulietta dice sì al suo Romeo. E dice sì al referendum per fermare il nucleare.</p>
<p><strong>Un singolare flash mob questa mattina ha animato via Saffi, a Viterbo. Una giovane Giulietta si è affacciata dal profferlo di Casa Poscia per dire sì a Romeo, e simbolicamente dire sì al referendum. E&#8217; la nuova iniziativa del comitato della Tuscia “Vota sì per fermare il nucleare”.</strong></p>
<p>La campagna si chiama “Fai come Giulietta&#8230; dì sì dal tuo balcone”, e invita i cittadini a appendere ai balconi e alle finestre le bandiere del movimento antinuclearista, in vista del prossimo referendum del 12 e 13 giugno.</p>
<p>Giulietta è stata preceduta da un vivace banditore, che salito sul balcone prima di lei, ha letto uno spiritoso proclama dal titolo “La sperantia ne lo domani vivo”, in stile pseudo-shakespeariano, sull&#8217;affanno dell&#8217;uomo che da millenni “s&#8217;arrovella ne lo sfregar la pietra focaia per far faville”.</p>
<p><strong>Il testo descrive la storica ricerca delle risorse energetiche, dall&#8217;utilizzo del fuoco, del vento, dell&#8217;acqua, a quello del petrolio e infine della “forza nascosta ne la particella infinita”.</strong></p>
<p>“Attenti ahora – si dice nel proclama -, lo novello periglio est magno!&#8230; Tale forza est priva di contegno e lo elemento che si attiva cum le radiazioni habet longo tempo de vigor, che supera ogni limite.</p>
<p><strong>La superbia rende vana ogni certezza et cieca ogni previsione”.</strong></p>
<p>La coppia è stata interpretata da Giulia Guerra e da Federico Erbetti, entrambi sedicenni, militanti dell&#8217;Unione degli studenti, organizzazione studentesca che ha aderito al comitato per campagna referendaria.</p>
<p>Una folla di curiosi si è fermata guardare l&#8217;inaspettato flash mob, fotografando i moderni Giulietta e Romeo, avvolti nelle bandiere del comitato antinucleare.</p>
<p><strong>Sono anche stati distribuiti bandiere e volantini in cui si legge: &#8220;Non ci fermeranno. Il 12 e il 13 giugno andremo a votare sì per fermare il nucleare, andremo a votare a prescindere&#8221;.</strong> Determinati, quindi, gli attivisti del comitato viterbese, che si scagliano contro il governo Berlusconi, accusandolo di tentare con ogni mezzo, legislativo e mediatico, di distogliere l&#8217;attenzione dei cittadini dalla questione, suggerendo implicitamente di disertare le urne.</p>
<p><strong>La manifestazione di oggi s&#8217;inserisce nel fitto calendario di iniziative messo in campo dal comitato della Tuscia “Vota sì per fermare il nucleare”, che si è reso protagonista nei giorni scorsi di un altro flash mob in piazza del Plebiscito a Viterbo.</strong></p>
<p>Sono in programma altri sit-in e flash mob, tra cui la catena umana che il 22 maggio invaderà le strade di Marina di Montalto.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>E Marini lo ringrazia pure</title>
		<link>http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/2011/04/e-marini-lo-ringrazia-pure/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 17:31:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cgaleotti]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[marini]]></category>
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		<description><![CDATA[- Però, bravi quei quattro profeti disarmati, Chiricozzi, La Malfa, Pillon e Traini. Quando nessuno avrebbe scommesso sulla riattivazione della Civitavecchia Orte, gettata al macero dalle Ferrovie dello Stato senza troppi drammi locali, hanno cominciato a scrivere e le lettere sono servite. Infatti, l’Interporto, l’Autorità portuale, la Regione le hanno lette [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_559" style="width: 208px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/04/trappolinirenzo230.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g583]"><img class="size-medium wp-image-559" title="trappolinirenzo230" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/04/trappolinirenzo230-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Renzo Trappolini</p>
</div>
<p>- Però, bravi quei quattro profeti disarmati, Chiricozzi, La Malfa, Pillon e Traini.</p>
<p>Quando nessuno avrebbe scommesso sulla riattivazione della Civitavecchia Orte, gettata al macero dalle Ferrovie dello Stato senza troppi drammi locali, hanno cominciato a scrivere e le lettere sono servite.</p>
<p>Infatti, <strong>l’Interporto, l’Autorità portuale, la Regione le hanno lette e l’Ue ha messo mano al portafogli</strong>, perché quella piccola ferrovia a un binario è da considerare nel corridoio Berlino-Palermo.</p>
<p>Gli stessi “quattro”, poi, dato che sanno “leggere” la rete delle stazioni e le curve dei binari, pensano che il sud della provincia possa essere collegato su ferro utilizzando le attuali tre ferrovie. Chiricozzi, La Malfa, Pillon e Traini vogliono discuterne il 18 marzo prossimo a Capranica.</p>
<p>Chi si farà ascoltare?<strong> Cose da dire e risposte da dare ce ne sono, specie dopo che il ministro Matteoli, risentiti a fine gennaio i vertici di Regione, Comune e Provincia di Viterbo, ha “disposto un incontro con Anas e Fs </strong>per mettere a punto gli impegni relativi al collegamento ferroviario e all’avvio dei lavori della Orte Civitavecchia” per poi interessare il Cipe al finanziamento della mobilità “funzionale per l‘aeroporto e le metropolitane di Roma”.</p>
<p>Visto il<strong> lavoro già fatto in cabina di regia, la definizione dei progetti Anas e Fs non dovrebbe comportare tempi lunghi e il 18 marzo sarebbe una data utile magari per capire il significato delle parole “avvio” per la trasversale</strong> (tutto pronto per la ventina di chilometri che mancano?) e “prioritario”, riferito dal governo all’aeroporto (prioritario per chi, per qualche giudice o per l’Europa che potrebbero irrompere in difesa di polmoni e orecchie degli abitanti di Ciampino?) .</p>
<p>Chissà.<strong> Immaginare e parlare, comunque, non costa, si può fare.</strong> Realizzare sarà un po’ più complicato perché invece “costa” e se i soldi pubblici non sembrano esserci, quelli privati rendono meglio a Fiumicino e Maccarese.</p>
<p>Dato che ci siamo, vale la pena anche aspettare, per il 18 marzo a Capranica, la risposta all’interrogazione parlamentare sul “punto di attuazione del progetto di raddoppio della Cassia da Monterosi a Viterbo”. In pratica, se c’è almeno il progetto. L’ha chiesto a Matteoli un deputato che è stato “eletto” in Abruzzo e il deputato “eletto” a Viterbo, Marini, lo ha ringraziato. Davvero.</p>
<p><strong>Renzo Trappolini</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Se lo dice Schifani&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 17:25:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cgaleotti]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[aeroporto]]></category>
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		<description><![CDATA[- Non può essere di routine l’approvazione del presidente del Senato agli obiettivi viterbesi: terme, Cassia, ferrovia, trasversale e queste due ultime definite veloce la prima e funzionale al sistema aeroportuale l’altra. Ambedue, perciò, dipendenti dall’inciso ”Certamente l’aeroporto”, che, detto dalla seconda autorità della Repubblica, è credibile per definizione, perché il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_559" style="width: 208px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/04/trappolinirenzo230.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g579]"><img class="size-medium wp-image-559" title="trappolinirenzo230" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/04/trappolinirenzo230-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Renzo Trappolini</p>
</div>
<p>- Non può essere di routine l’approvazione del presidente del Senato agli obiettivi viterbesi: terme, Cassia, ferrovia, trasversale e queste due ultime definite veloce la prima e funzionale al sistema aeroportuale l’altra.</p>
<p>Ambedue, perciò, dipendenti <strong>dall’inciso ”Certamente l’aeroporto”, che, detto dalla seconda autorità della Repubblica, è credibile per definizione, perché il rappresentante del primo ramo del parlamento non parla così senza aver sentito il Governo</strong> e garantendo che il Senato da lui presieduto legiferi di conseguenza, in caso di necessità.</p>
<p>Segnale significativo dunque e merito a Giulio Marini, sindaco deputato, per aver messo a frutto le relazioni con Schifani di quando era con lui senatore in Forza Italia. <strong>Insieme, però, doverosa attenzione dei cittadini – fiduciosi ma non sprovveduti &#8211; per capire se, quando e come ci sarà il “fine lavori”.</strong></p>
<p>Il fatto, comunque, sembra qualcosa in più rispetto a un’altra solenne approvazione ricevuta addirittura da Garibaldi quando l’eroe dei due mondi, 140 anni fa, venne in città a inaugurare il monumento di Pio Fedi ai caduti per la redenzione d’Italia.</p>
<p>Anche questo, come altre opere pubbliche (comprese quelle di cui sopra), &#8220;era ancora da farsi e s’inaugurò l’idea figurata in un disegno sovra cartone&#8221;, scrisse Alberto Mario nella cronaca ripubblicata nel 1982 dal professor Agostino Grattarola.</p>
<p><strong>A Garibaldi, costretto dai malanni a entrare in Palazzo dei Priori in lettiga, fu offerto un banchetto con mille invitati e cento camerieri nel bosco dei cappuccini.</strong></p>
<p>“Alla terza portata, il presidente della società operaia, dopo aver parlato contro l’influsso deleterio dei preti, raccomandò di interporre l’autorità sua a favore della via ferrata sospirata dai viterbesi..”.</p>
<p>Era l’8 maggio 1871 e l’eroe, prima di andare a visitare le terme, “approvò, conducendo poscia il discorso intorno ai preti&#8230; impostori&#8230; i preti di ogni religione”.</p>
<p>Avrà forse avuto invidia di Pio IX, che era riuscito a far costruire la ferrovia Roma-Civitavecchia in soli tre anni con l’astuzia dei preti,<strong>“senza concorso del governo” e in project financing affidato ad una società spagnola privata ma con buoni appoggi nella famiglia reale di Madrid</strong>.</p>
<p>Sarà per questo che Renato Schifani, rappresentante dello stato nato dal risorgimento laico, ha pensato di iniziare il suo discorso in comune richiamando quanto detto a Valle Faul da Benedetto XVI, successore di quel Pio IX che a Viterbo fu “papa re”.</p>
<p><strong>Renzo Trappolini</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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