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	<title>Rivoluzione Liberale &#187; _BOX_9</title>
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	<description>- Una Creazione Locombi.com</description>
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		<title>Addio a Jerry Lewis</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Aug 2017 10:58:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redattore]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Il Film]]></category>
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		<description><![CDATA[Las Vegas – Addio a Jerry Lewis. Attore comico fra i più rivoluzionari dal dopoguerra. Con una salute molto precaria, problemi al cuore e un tumore asportato, è scomparso per cause naturali all’età di 91 anni nella sua casa a Las Vegas. Era nato a Newark, il 16 marzo 1926. Cominciò [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="color: #000000;">
<div id="attachment_867" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2017/08/lewis-300x250.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g866]"><img class="size-full wp-image-867" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2017/08/lewis-300x250.jpg" alt="Jerry Lewis" width="300" height="250" /></a>
<p class="wp-caption-text">Jerry Lewis</p>
</div>
<p style="color: #000000;"><strong style="font-style: inherit;">Las Vegas</strong> – Addio a Jerry Lewis. Attore comico fra i più rivoluzionari dal dopoguerra.</p>
<p style="color: #000000;">Con una salute molto precaria, problemi al cuore e un tumore asportato, è scomparso per cause naturali all’età di 91 anni nella sua casa a Las Vegas.</p>
<p style="color: #000000;"><strong style="font-style: inherit;">Era nato a Newark, il 16 marzo 1926.<br />
</strong>Cominciò a guadagnarsi da vivere come  commesso, magazziniere in una fabbrica di cappelli, fattorino in un albergo, maschera in un cinema-teatro di Brooklyn.</p>
<p style="color: #000000;">Qui, iniziò a mettere in scena brevi sketch in cui imitava in playback le movenze di cantanti famosi. Debuttò nella sua prima tournée nel 1944.</p>
<p style="color: #000000;">
<p style="color: #000000;">Lavorarono insieme a ben sedici film, tra i quali Attente ai marinai! (1952), Morti di paura (1953), Il nipote picchiatello (1955), Artisti e modelle (1955) e Hollywood o morte! (1956).</p>
<p style="color: #000000;">
<p style="color: #000000;"><strong style="font-style: inherit;">La carriera di Lewsi proseguì con successo, dividendosi tra recitazione e regia.<br />
</strong></p>
<p style="color: #000000;">Dopo aver divorziato nel 1980 dalla cantante Patti Palmer, sposata nel 1944, e dalla quale aveva avuto sei figli, nel 1983 Jerry sposò la ballerina SanDee Pitnick. I due hanno avuto una figlia, Danielle Sarah, nata nel 1992.</p>
<p style="color: #000000;">Jerry Lewis si è sottoposto a numerosi interventi al cuore, con l’impianto di quattro by-pass e nel 1992 gli è stato asportato un cancro alla prostata. Soffriva di diabete e fibrosi polmonare. All’inizio degli anni 2000 ebbe una meningite virale.</p>
<p style="color: #000000;"><strong style="font-style: inherit;">Nel giugno 2013 è stato ricoverato d’urgenza in ospedale, dopo essere stato trovato privo di sensi nella sua stanza d’albergo a New York. </strong></p>
<p style="color: #000000;">Di recente aveva fondato la “House of Laughter”per aiutare i bambini e i giovani affetti da malattia o reduci da traumi, attraverso il potere terapeutico della risata.</p>
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		<title>Con Monti è finita l’era del circo Barnum</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 17:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cgaleotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Corsivo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[- Ma sì, ammettiamolo. Siamo proprio uno strano Paese. Un Paese dove tutti chiedono il meglio, ma dove nessuno è disposto a cedere un centimetro delle proprie posizioni acquisite per migliorare il bene collettivo. Un Paese dove impera il motto guicciardiniano del “particulare”, anche se ciò va a danno del resto della [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_737" style="width: 225px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/11/sassi-arnaldo.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g757]"><img class="size-full wp-image-737" title="Arnaldo Sassi" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/11/sassi-arnaldo.jpg" alt="" width="215" height="150" /></a>
<p class="wp-caption-text">Arnaldo Sassi</p>
</div>
<p>- Ma sì, ammettiamolo. Siamo proprio uno strano Paese. Un Paese dove tutti chiedono il meglio, <strong>ma dove nessuno è disposto a cedere un centimetro delle proprie posizioni acquisite per migliorare il bene collettivo.</strong></p>
<p><strong> </strong>Un Paese dove impera il motto guicciardiniano del “particulare”, anche se ciò va a danno del resto della comunità.</p>
<p><strong>Partiamo dal decreto “Cresci Italia” appena varato dal governo Monti.</strong> Sicuramente incompleto, sicuramente non esaustivo, ma rivoluzionario. Perché tenta di liberare il Paese da una serie di vincoli che favoriscono alcuni a danno di altri.</p>
<p><strong>E che succede? Che chi si sente colpito annuncia la lotta dura senza paura in difesa dei propri diritti, che ritiene calpestati.</strong>Sicché ecco che tassisti, benzinai, farmacisti, avvocati (e chi altro?) si trasformano improvvisamente in ultrà, pronti a vendere cara la propria pelle.</p>
<p><strong>Senza considerare la più elementare delle riflessioni da fare in questo momento. </strong>E cioè che l’Italia è sull’orlo del baratro e che, se precipita, a rimetterci saranno tutti. Ma proprio tutti.</p>
<p>Non bisogna certo essere esperti di sociologia per comprendere come questa cultura, tutta tipicamente indigena, sia ormai consolidata nel dna dell’homo italicus.<strong> Il quale pensa che ancora sia possibile fare soprattutto il proprio interesse anche a danno degli altri.</strong></p>
<p><strong></strong>Del resto, basta entrare in un bar e ascoltare i discorsi che si fanno in questi giorni per avere un’idea abbastanza precisa di come ragionano i più: <strong>tutti si lamentano per i sacrifici da fare (ovviamente quelli che li colpiscono personalmente sono in primo piano) e nessuno ragiona sul futuro di questo Paese e soprattutto sui giovani </strong>(ma tutta questa gente non ce l’ha i figli?), che si trovano in una situazione veramente disastrosa.</p>
<p><strong>Certo, alla formazione di questo tipo di cultura, deleteria per qualsiasi comunità, ha contribuito molto in questi anni la politica.</strong> Anzi, i politici. Che hanno pensato a tirare a campare, solo e sempre alla ricerca ossessiva del consenso, senza però avere (o voler vedere) un quadro oggettivo delle situazione che si andava delineando e prendere le adeguate contromisure in tempo utile.</p>
<p><strong>Il governo Monti, tra i tanti meriti, ha soprattutto quello di averci riportato alla realtà</strong>. A farci vedere un’Italia dove i ristoranti sono pieni, gli aerei e gli alberghi pure; ma dove sono aumentati a dismisura disoccupati e cassintegrati, perché le aziende non ce la fanno e sono costrette a chiudere.<strong> Un Paese a due velocità, dove c’è sicuramente chi sta a pancia piena, ma c’è anche chi muore di fame.</strong></p>
<p>Un particolare: non vi sembra curioso che di fronte a queste riforme che liberalizzano le professioni, i mal di pancia maggiori siano proprio nel Pdl? Ma Berlusconi non era quello del libero mercato e dello Stato leggero e non invasivo?<strong> E allora perché oggi sembra accettare con pochissimo entusiasmo quel che Monti propone?</strong></p>
<p><strong></strong>Ve lo dico io: perché quei provvedimenti vanno a colpire soprattutto il suo elettorato e il consenso – ci risiamo, signora mia – è sempre più importante di tutto il resto. A questo punto meglio la Lega che, dimentica di essere stata al governo negli ultimi otto anni, oggi tenta di rifarsi una verginità con un’opposizione dura e pura (<strong>tranne quando si tratta di salvare dal carcere qualche amico di vecchia data. Leggi: Cosentino</strong>).</p>
<p>La mia speranza di italiano è che Mario Monti vada avanti e ce la faccia, anche se ce la sta facendo pagare a caro prezzo (ma c’era un’alternativa?). Certo è che con il professore l’Italia ha ricostruito in breve tempo una sua immagine nel Paese e all’Estero, dopo il circo Barnum degli ultimi anni. <strong>Un’immagine totalmente diversa dalla precedente, che definire clownesca è pleonastico</strong>.</p>
<p>Mi è capitato di vedere il premier in alcune trasmissioni televisive (da Fabio Fazio, su Raitre, e da Lilli Gruber, su La7) e ho apprezzato molto, intanto il fatto che si sia sottoposto a domande vere e senza alcuna rete di protezione; poi il contenuto delle sue risposte, che mi hanno fatto giungere a una semplice conclusione: Mario Monti è una persona seria.</p>
<p>In tutto questo c’è un unico cruccio: <strong>Monti presidente del consiglio è stato il frutto di un’operazione (intelligente quanto volete) ideata e portata a termine dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano</strong>. Il suo predecessore invece, purtroppo lo avevano scelto gli italiani.</p>
<p><strong>Arnaldo Sassi</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Io se fossi Dio&#8230; non vorrei gente di partito tra le palle</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 17:19:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cgaleotti]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_559" style="width: 208px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/04/trappolinirenzo230.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g558]"><img class="size-medium wp-image-559" title="trappolinirenzo230" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/04/trappolinirenzo230-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Renzo Trappolini</p>
</div>
<p>- Si può esporre un’opinione – pure democristiana – prendendo a prestito le parole scritte da Giorgio Gaber, nel 1980, quando, riferendosi a precedenti “vent’anni di cancrena italiana”, chiamava in causa maggiormente la DC.</p>
<p>Tutto da discutere, ovviamente, specie vedendo che la malattia non si è fermata da allora, neanche cambiando numero (la seconda) alla repubblica.</p>
<p>La ballata di Gaber si intitola “Io se fossi Dio”, quanto mai indicata in settimana santa.</p>
<p><strong>La furbizia:<br />
</strong>“Io se fossi Dio, non mi farei fregare dai modi furbetti della gente. Per esempio, il piccolo borghese, com’è noioso; non commette mai peccati grossi, non è mai intensamente peccaminoso. Del resto, poverino, è troppo misero e meschino e, pur sapendo che Dio è più esatto di una Sveda, lui pensa che l’errore piccolino, non lo conti o non lo veda”.</p>
<p><strong>La compassione lontana e l’egoismo vicino:<br />
</strong>“Io se fossi Dio, non avrei fatto gli errori di mio figlio e mi sarei spiegato un po’ meglio. Infatti, non è mica normale che un comune mortale per le cazzate tipo compassione e fame in India ci ha tanto amore di riserva che neanche se lo sogna e viene da dire: Ma, dopo, come fa ad essere così carogna?”</p>
<p><strong>Il rigore:<br />
</strong>“Io se fossi Dio, non sarei certo permissivo… stramaledirei gli inglesi, come mi fu chiesto, (Dio stramaledica…) e, se potessi anche gli africanisti e l’Asia e poi gli americani e i russi. E prenderei a schiaffi i volteriani, i ladri, gli stupidi e i bigotti, perché Dio è violento e gli schiaffi di Dio appiccicano al muro tutti”.</p>
<p><strong>La politica di mestiere:<br />
</strong>“Io se fossi Dio, chiuderei la bocca a tanta gente e nel regno dei cieli non vorrei ministri, né gente di partito tra le palle, perché la politica è schifosa e fa male alla pelle.</p>
<p>E tutti quelli che fanno questo gioco, che poi è un gioco ributtante e contagioso, ci hanno certe facce… siano untuosi democristiani o grigi compagni del Pci.</p>
<p>Io se fossi Dio, dall’alto del mio trono, vedrei che la politica è un mestiere come un altro e vorrei dire, mi pare con Platone, che il politico è sempre meno filosofo e sempre più coglione”.</p>
<p><strong>Conclusione:<br />
</strong>“Ma, in fondo, tutto questo è stupido, perché, logicamente, io se fossi Dio la terra la vedrei piuttosto da lontano. E allora va a finire che se io fossi Dio mi ritirerei in campagna, come ho fatto io”.</p>
<p>Buona Pasqua.</p>
<p><strong>Renzo Trappolini</strong></p>
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		<title>Italia e Germania: statisti di ieri e imbarazzi di oggi</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 07:39:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cgaleotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Pastone]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-419" title="1952_Adenauer_Schuman_De_Gasperi1" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2010/02/1952_Adenauer_Schuman_De_Gasperi1.jpg" alt="" width="450" height="337" /></p>
<p>«Cadere non è pericoloso né disonorevole &#8211; ha detto  Adenauer -. Ma non rialzarsi è tutte e due le cose». Italia e Germania,  teatro in questi giorni della visita ufficiale del presidente della  Repubblica, Giorgio Napolitano, riportano alla mente un dualismo di  leader determinati e coriacei. Esponenti di una politica coraggiosa e  dignitosa, che doveva confrontarsi con tornanti della storia decisivi.  Konrad Adenauer e Alcide De Gasperi non hanno solo scritto pagine  importanti di vicende dei rispettivi Paesi, ma sono stati accomunati da  un humus unitario, proprio di una categoria di statisti che al primo  posto metteva il bene comune e il senso di appartenenza continentale.  Quella coppia di leader fu colta da una vera e propria forza centrifuga  in chiave europeista.Primo cancelliere della Repubblica Federale di  Germania, Adenauer a soli 20 anni era già sindaco di Colonia. Dal ’45 al  ’49 fu uno dei più rilevanti artefici dell’unificazione dei diversi  gruppi conservatori e cristiano-democratici che gravitavano nella  Germania occidentale. Da quegli sforzi nacque la Cdu (Unione cristiano  democratica), il più grande partito di centrodestra tedesco. All’interno  del quale, da presidente, spinse per far prevalere il concetto di  individuo sulle ideologie, che definiva “visioni materialistiche”, agli  antipodi del concetto di dignità della singola persona. In politica  interna intese rafforzare l’istituzione democratica sia rilanciando  l’economia di un Paese, nei fatti, distrutto dalla guerra, sia  disegnando un modello di welfare basato su un capitalismo che fosse  armonizzato proprio dalle esigenze sociali. In politica estera perseguì  la riconciliazione con la Francia e il compimento del percorso  democratico in chiave europeista.Assieme ad Adenauer, al francese  Schuman e all’italiano Spinelli, un altro italiano è considerato tra i  padri nobili dell’Unione Europea. Quel De Gasperi cronologicamente  omologo del cancelliere. A capo del primo governo dell’Italia  repubblicana, in occasione del quale guidò un governo di unità  nazionale, fu protagonista della celebre missione negli Usa per ottenere  sostegni finanziari a un’Italia in ginocchio. Nel ’48, pur avendo  ottenuto il 48% per la Dc alle elezioni e quindi potendo governare da  solo, preferì coinvolgere socialdemocratici, liberali e repubblicani.  Riuscendo nell’impresa di affrontare con dignità e responsabilità anni  difficilissimi, nei quali la ricostruzione fu portata avanti con  sacrifici e determinazione.Ieri, dunque, un doppio modello di rigore e  di condotta politica. Oggi la coppia &#8220;estranea&#8221; Merkel-Berlusconi. Con  la prima, (fortemente imbarazzata al pari degli altri leader europei  dalla condotta del secondo), che tenta di uscire dalla crisi con sforzi  programmatici, con interventi solidi, con vertici che inglobano Sarkozy e  Cameron. Mentre il Cavaliere deve occuparsi dei suoi processi, è  indaffarato con il pallottoliere per gestire i “disponibili”, con noie  giudiziarie anche per i suoi compagni di partito, ultimo in ordine di  tempo il deputato Berruti, condannato a due anni e dieci mesi di  reclusione per riciclaggio nel processo milanese d’appello sui presunti  fondi neri Mediaset. Ecco il quadro che si staglia oggi nel panorama dei  rapporti italo-tedeschi.</p>
<p>Con il vantaggio di poter avere salva  la rappresentanza italiana solo grazie alla figura alta incarnata dal  capo dello Stato, che Barack Obama in occasione del <a href="http://www.ffwebmagazine.it/ffw/page.asp?VisImg=S&amp;Art=11747&amp;Cat=1&amp;I=immagini/Foto%20A-C/adde_hp.gif&amp;IdTipo=0&amp;TitoloBlocco=Focus&amp;Codi_Cate_Arti=41#">G8</a> in Abruzzo del 2009 definì un vero leader morale che rappresenta al  meglio il Paese, ammirato «da tutto il popolo italiano, non solo per la  sua carriera politica, ma anche per la sua integrità e gentilezza». Due  riferimenti in verità non del tutto casuali fatti dall’inquilino della  Casa Bianca. Quel punto di riferimento del Paese, anch’egli europeista,  spinellianamente, garante dei pilastri democratici, custode di una Carta  Costituzionale che in tanti stanno picconando sottotraccia. E per  questo, ultimo baluardo dell’immagine italiana in un mondo che ci  osserva con molti, anzi troppi, interrogativi.</p>
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