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	<title>Rivoluzione Liberale &#187; Attualita</title>
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		<title>Allerta temporali nel Nord Italia</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Aug 2017 14:44:54 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Il Corsivo]]></category>
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		<description><![CDATA[Milano – Arrivano i temporali. Dalla zona alpina fino alle regioni settentrionali. Il Dipartimento Protezione Civile d’intesa ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. L’allerta prevede nel fine settimana, precipitazioni a prevalente carattere di rovescio o temporale su Piemonte e Valle D’Aosta, in progressiva estensione a Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="color: #000000;">
<div id="attachment_861" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2017/08/WP_20140910_010.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g860]"><img class="size-medium wp-image-861" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2017/08/WP_20140910_010-300x169.jpg" alt="Maltempo" width="300" height="169" /></a>
<p class="wp-caption-text">Maltempo</p>
</div>
<p style="color: #000000;"><strong style="font-style: inherit;">Milano</strong> – Arrivano i temporali. Dalla zona alpina fino alle regioni settentrionali. Il Dipartimento Protezione Civile d’intesa ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse.</p>
<p style="color: #000000;"><strong style="font-style: inherit;">L’allerta prevede nel fine settimana, precipitazioni a prevalente carattere di rovescio o temporale su Piemonte e Valle D’Aosta, in progressiva estensione a Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Veneto. Possibili rovesci anche di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento.</strong></p>
<p style="color: #000000;">Questo sabato, l’allerta interessa Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Valle D’Aosta, Veneto, Piemonte settentrionale e sui settori centro orientali della Lombardia.</p>
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		<title>Strage di Barcellona, uno degli arrestati ospitato da una donna nel Viterbese</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Aug 2017 17:12:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redattore]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualita]]></category>
		<category><![CDATA[Il Corsivo]]></category>
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		<description><![CDATA[Barcellona – Strage di Barcellona, quattro le persone ritenute legate all’attentato alla rambla e all’esplosione dell’edificio di Alcanar. La santabarbara della cellula che ha portato a termine la strage di ieri. Fra questi, Driss Oukabir, che come riporta Repubblica, era stato in Italia a inizio estate 2014. Ospitato nel Viterbese da una italiana. Sarebbe [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_838" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2017/08/Driss-Oukabir.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g837]"><img class="size-medium wp-image-838" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2017/08/Driss-Oukabir-300x219.jpg" alt="Driss Oukabir" width="300" height="219" /></a>
<p class="wp-caption-text">Driss Oukabir</p>
</div>
<p style="text-align: left;"><strong style="font-style: inherit;">Barcellona</strong> – Strage di Barcellona, quattro le persone ritenute legate all’attentato alla rambla e all’esplosione dell’edificio di Alcanar. La santabarbara della cellula che ha portato a termine la strage di ieri.</p>
<p><strong style="font-style: inherit;">Fra questi, Driss Oukabir, che come riporta Repubblica, era stato in Italia a inizio estate 2014. Ospitato nel Viterbese da una italiana. Sarebbe stata lei a pagargli il viaggio, dopo che i due si erano conosciuti in Spagna. A quanto pare, la donna è stata ascoltata dalla polizia italiana.</strong></p>
<p>Avrebbe ribadito che si trattava di una semplice vacanza. Confermando d’avere ospitato Driss. Il ragazzo, 28 anni,  si sarebbe dichiarato estraneo ai fatti legati alla strage. È stato arrestato, mentre il fratello Moussa Oukabir, ancora minorenne, è latitante ed è ritenuto l’autista che ha travolto le persone lungo la rambla.</p>
<p><strong style="font-style: inherit;">Il ragazzo, non avendo ancora compiuto 18 anni, avrebbe rubato i documenti di identità del fratello maggiore, Driss, per affittare il furgone.</strong></p>
<p>Driss si è presentato spontaneamente agli inquirenti. Ha spiegato di non aver nulla a che fare con la strage. Adesso è in stato d’arresto e in cella d’isolamento.</p>
<p><strong style="font-style: inherit;">I due fratelli avrebbero doppia nazionalità, marocchina e spagnola. </strong></p>
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		<title>La prescrizione non salva solo Berlusconi</title>
		<link>http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/2012/03/la-prescrizione-non-salva-solo-berlusconi/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 17:08:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cgaleotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualita]]></category>
		<category><![CDATA[Il Corsivo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[_BOX_7]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[prescrizione]]></category>
		<category><![CDATA[sassi]]></category>

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		<description><![CDATA[- Giornalisti sicuramente molto più autorevoli del sottoscritto hanno commentato ieri la sentenza del tribunale di Milano sul processo Mills, terminato in gloria per prescrizione. Io pertanto, non voglio sovrappormi a chi è sicuramente più preparato di me – semplice cronista di campagna – nell’affrontare certi argomenti,ma fare un modesto ragionamento da [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_824" style="width: 225px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2012/03/berlu.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g823]"><img class="size-full wp-image-824" title="Silvio Berlusconi" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2012/03/berlu.jpg" alt="" width="215" height="150" /></a>
<p class="wp-caption-text">Silvio Berlusconi</p>
</div>
<p>- Giornalisti sicuramente molto più autorevoli del sottoscritto hanno commentato ieri la sentenza del tribunale di Milano sul processo Mills, <strong>terminato in gloria per prescrizione</strong>.</p>
<p>Io pertanto, non voglio sovrappormi a chi è sicuramente più preparato di me – semplice cronista di campagna – nell’affrontare certi argomenti,<strong>ma fare un modesto ragionamento da cittadino comune</strong>, partendo da quei principi sacrosanti che sono scritti nella nostra Costituzione (ad esempio, la legge è uguale per tutti) <strong>per arrivare a quei canoni di correttezza e di onestà che sin da piccolo mi ha insegnato mio padre</strong>.</p>
<p><strong>Ebbene, io credo che in uno Stato civile chi commette un reato debba essere punito.</strong>Naturalmente dopo un giusto processo, dove i giudici abbiano modo di valutare le ragioni dell’accusa e della difesa. Tale ovvietà, a mio avviso, vale ancor di più quando si tratta di pubblici amministratori, <strong>ovverosia di persone che i cittadini hanno scelto per governare il bene collettivo</strong>.</p>
<p>E questo dovrebbe valere sia per chi sta al Governo nazionale, sia in quelli regionali, provinciali e comunali. <strong>Perché chi si propone come uomo pubblico ha sicuramente qualche dovere di trasparenza in più rispetto alla gente comune.</strong></p>
<p>Nella speranza che su questo concetto siamo tutti d’accordo (almeno credo), ecco che la sentenza di prescrizione per Berlusconi è – comunque la si pensi –<strong>una sconfitta dello Stato civile e una sconfitta per tutta la comunità</strong>, che non saprà mai se l’ex premier si sia macchiato o meno di un reato gravissimo come quello della corruzione.</p>
<p>E lo è ancor più se si analizzano i fatti alla luce di quanto accaduto negli ultimi anni, <strong>nel corso dei quali il Parlamento ha approvato leggi che accorciavano la prescrizione, ma che consentivano comunque di allungare i processi</strong>.</p>
<p>I fans berlusconiani saranno subito pronti nel dire che queste motivazioni sono tipiche dei nemici dell’ex premier, che volevano la sua fine per via giudiziaria, essendo impotenti su quella del consenso. Attenzione però, perché il ragionamento è molto più complesso.</p>
<p><strong>La prescrizione, così come è concepita oggi, ha sicuramente due effetti deleteri</strong>. <strong>Il primo</strong>, che comunque avvantaggia chi è accusato di aver commesso un qualsiasi reato a danno di chi ne è rimasto vittima. <strong>Il secondo</strong>, che genera una giustizia a due velocità, <strong>divisa tra chi può permettersi di pagare bravi avvocati</strong> (molti dei quali sono maestri nel trovare tutti gli escamotage possibili e immaginabili per tirare il processo per le lunghe)<strong> e chi no.</strong></p>
<p><strong></strong>Sicché alla fine rischia maggiormente di andare in galera chi magari ha rubato una confezione di bistecche al supermercato (per non parlare di quei poveri derelitti accusati del reato di clandestinità),<strong> che colui che ha commesso reati come pubblico amministratore.</strong></p>
<p>Del resto, se uno è scettico su queste considerazioni, può trovare la controprova su quanto avviene nel resto d’Europa: in Francia, in Spagna, in Germania, in Inghilterra, il principio della prescrizione cessa nel momento in cui comincia il processo penale. <strong>A quel punto l’imputato è sicuro che ci sarà una sentenza e potrà solo difendersi nel processo, come dettano le regole.</strong></p>
<p>E allora, lasciamo stare per un attimo Berlusconi e puntiamo l’attenzione su Viterbo, dove sono in corso vari procedimenti che riguardano reati contro la pubblica amministrazione: <strong>il processo sulle mense, quello sul Cev e l’inchiesta sulla Asl (per la quale si deve ancora decidere il rinvio a giudizio)</strong>. Tutti casi in cui sono coinvolti pubblici amministratori viterbesi, ma che rischiano appunto di finire nel nulla (almeno i primi due) per la prescrizione. Ebbene, vi sembra da Paese civile non sapere mai se quelle persone – che oggi sono soltanto indagate – siano colpevoli o innocenti?</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Arnaldo Sassi</strong></p>
<div></div>
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		<title>Bric, i marò e le debolezze dell’Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2012 15:58:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cgaleotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualita]]></category>
		<category><![CDATA[L'Analisi]]></category>
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		<description><![CDATA[- Bric è una sigla che da diversi anni ormai ha assunto un ruolo chiave per comprendere molti fenomeni internazionali, dalle dinamiche socioeconomiche a quelle politiche. Sono le iniziali di Brasile, Russia, India e Cina, i paesi economicamente emergenti, per molto tempo esclusi dal circolo più esclusivo delle economie altamente industrializzate. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_810" style="width: 204px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2012/03/mattioli_francesco.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g809]"><img class="size-medium wp-image-810 " title="Francesco Mattioli" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2012/03/mattioli_francesco-194x300.jpg" alt="" width="194" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Francesco Mattioli</p>
</div>
<p>- Bric è una sigla che da diversi anni ormai ha assunto un ruolo chiave per comprendere molti fenomeni internazionali, dalle dinamiche socioeconomiche a quelle politiche. Sono le iniziali di <strong>Brasile, Russia, India e Cina</strong>, i paesi economicamente emergenti, per molto tempo esclusi dal circolo più esclusivo delle economie altamente industrializzate.</p>
<p><strong>Il Bric spiega gli incidenti a cui è andata incontro l’Italia in questi ultimi anni. </strong>E non solo l’Italia: il traffico di prodotti contraffatti e pericolosi che si trascina dalla Cina al nostro paese è condiviso e subìto anche da altre nazioni occidentali;<strong> il taglieggiamento sotterraneo che la Russia mette in atto grazie ai suoi gasdotti riguarda l’Italia ma anche altri paesi industrializzati.</strong></p>
<p>Cina e Russia del resto sono ancora in preda alla sindrome della tigre imperialista, e segnatamente americana, e questo li induce persino a tollerare i massacri di Assad e la corsa agli armamenti dell’Iran.</p>
<p>Ma Cina e Russia sono anche due mercati emergenti, dove l’industria europea e americana – si pensi a quella automobilistica, ormai asfittica in occidente – può fare buoni affari.<strong>Questo giustifica l’atteggiamento morbido che i paesi industrializzati dell’occidente mantengono nei loro confronti, anche a proposito di tragedie come quella della Siria.</strong></p>
<p>Diverso il caso di Brasile e India. Gli schiaffoni di questi due paesi Bric di recente sono andati dritti dritti all’Italia.</p>
<p>Il Brasile di Lula, facendosi beffe del diritto internazionale e cogliendo una ben squallida occasione per esaltarsi della propria indipendenza dal capitalismo occidentale, ha permesso che un criminale mascherato da perseguitato politico, come Cesare Battisti, andasse libero.<strong> Il Brasile è il principale mercato della Fiat e l’interscambio economico con l’Italia è in crescita.</strong></p>
<p>A ben vedere, in questa faccenda l’Italia non ha fatto la voce grossa: certo, si è affidata ai migliori esperti del diritto, confidando che queste faccende si risolvessero con le leggi internazionali e i gentlemen’s agreements fra stati.<strong> La verità è che l’Italia non aveva nessun elemento per negoziare sul piano economico e politico: è il Brasile che è nel Bric, non l’Italia, noi siano in recessione, loro crescono al ritmo del cinque per cento l’anno.</strong></p>
<p><strong>L’India</strong>. Allo stato attuale non siamo sicuri se i marò italiani della petroliera Lexie abbiano ucciso per sbaglio quei poveri pescatori indiani – forse è anche vero – ma un fatto è certo: che, in spregio delle regole vigenti in materia di acque internazionali, l’India si è arrogata il diritto di arrestare i due militari, trattando peraltro con grande supponenza i diplomatici del nostro paese.</p>
<p><strong>Forti di un diritto internazionale a cui evidentemente crediamo solo noi (e gli indiani ce lo hanno fatto capire), ci siamo consegnati alle autorità dell’India sicuri delle nostre ragioni. </strong>Ancora una volta abbiamo riposto le nostre certezze nel diritto. Il che ci fa onore, ma viene il dubbio che non avremmo potuto fare diversamente, perché l’India è un mercato privilegiato, verso i quale non possiamo chiudere le porte. Anche qui, la verità è che l’India è nel Bric, noi siamo in recessione e loro crescono del 7,5 per cento.</p>
<p><strong>Che fare, allora, con i Bric? </strong>Temo che purtroppo sarebbe necessario incominciare ad avere una fiducia condizionata nel diritto internazionale, cioè a rendersi conto che invocarlo nei confronti di certi paesi può essere ozioso. Va tenuto presente che lo schieramento etico del mondo è tutt’altro che compatto; molti paesi orientali hanno sottoscritto una nuova dichiarazione sui diritti dell’uomo, quella di Bangkok, <strong>che va in controtendenza con quella del 1948, che ritengono troppo ispirata ai valori occidentali.</strong></p>
<p><strong></strong>Tra l’altro nella dichiarazione di Bangkok si sottolinea che la libertà dell’individuo può essere sacrificato all’interesse collettivo, giustificando così i regimi dittatoriali, politici e teocratici, di molti paesi orientali e mediorientali.</p>
<p><strong>In secondo luogo, non potendo competere economicamente con i Bric, è meglio evitare di mettersi nelle loro mani (come ha fatto la Lexie) perché, almeno noi italiani, non abbiamo una vera forza di scambio.</strong></p>
<p>Terzo, se proprio si vuol fare un discorso di principio, da gentiluomini, allora è bene andare fino in fondo, rispondendo con provvedimenti diplomatici “forti”, anche se puramente formali, che costituiscano un segnale inequivocabile della propria fermezza.</p>
<p>Nell’affare Cermis, gli Stati Uniti, di cui pure siamo alleati privilegiati e partner economici, senza tante discussioni si sono portati via il loro militare, se lo sono giudicato per conto loro e se lo sono praticamente assolto. Una offesa alla giustizia, certo<strong>; ma anche un ceffone alla nostra sovranità nazionale che noi, da inveterati e servili levantini, siamo sempre disposti a sacrificare pur di arraffare qualche moneta.</strong></p>
<p>La dignità, l’autorevolezza e la credibilità di un paese, a livello internazionale, non si fonda esclusivamente sulla sua potenza economica, sulla sua solvibilità finanziaria e sulla rettitudine giuridica, ma anche sulla capacità di non venire a patti con chi ne offende la dignità e si fa beffe delle sue ragioni. In questo, Francia e Regno Unito – altrettanto in difficoltà quanto noi con i paesi Bric – hanno qualcosa da insegnarci.</p>
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		<title>Al di là delle mimose…</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 16:56:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cgaleotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualita]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[La Battaglia]]></category>
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		<category><![CDATA[8 marzo]]></category>
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		<description><![CDATA[- Al di là delle mimose&#8230; Nell’arco di poche ore, alla vigilia della ricorrenza dell’8 marzo, le notizie di violenze sulle donne, di omicidi, di atti di ferocia contro vita e dignità femminile si accavallano nella confusione della cronaca di ogni giorno. Pare quasi che di tale ricorrenza sia in atto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_733" style="width: 225px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/11/valerio-de-nardo.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g819]"><img class="size-full wp-image-733" title="Valerio De Nardo" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/11/valerio-de-nardo.jpg" alt="" width="215" height="150" /></a>
<p class="wp-caption-text">Valerio De Nardo</p>
</div>
<p>- Al di là delle mimose&#8230;</p>
<p>Nell’arco di poche ore, alla vigilia della ricorrenza dell’8 marzo, le notizie di violenze sulle donne, di omicidi, di atti di ferocia contro vita e dignità femminile si accavallano nella confusione della cronaca di ogni giorno. Pare quasi che di tale ricorrenza sia in atto una macabra celebrazione.</p>
<p><strong>Questa festa della donna, che risulta ormai così rituale tra mimose e cerimonie ufficiali, piegata anch’essa ai richiami del marketing, rischia di trasformarsi in un elemento di stanchezza nella percezione sociale, piuttosto che rimanere un richiamo alle responsabilità individuali e sociali.</strong></p>
<p>Anche per questo credo sia necessario prestare una qualche attenzione in più a quello che accade, a fatti che testimoniano come nel silenzio diffuso delle case o nel clamore episodico dei riflettori e delle telecamere, continuino a consumarsi crimini che non sono contro l’onore, contro la famiglia, contro il buon costume. Sono crimini contro persone, contro il corpo delle donne, che rimane ancor oggi un oggetto che molti credono o sono indotti a credere sia a propria disposizione.</p>
<p><strong>Nel turbine della crisi economica e occupazionale, nella spirale della crisi etica che avvolge i nostri giorni è fin troppo facile che a pagare siano chiamate le persone più deboli e indifese, le donne in primo luogo, poiché su di loro ricade il peso maggiore di una società sempre più accartocciata su sé stessa. Madri, mogli, figlie, che spesso sono ricacciate nella condizione usuale alle donne di decenni fa: ad esempio, le prime a perdere il lavoro, le ultime a trovarlo.</strong></p>
<p>Non è con l’anelito alla bontà dei maschi che si risolvono le questioni che stanno sul tappeto. Bensì con una operazione culturale che agisca sui valori di fondo del costume sociale, col riconoscimento che competere, sopraffare, opprimere, violentare, oltre che un agire stupido è anche un agire inefficiente e inefficace.</p>
<p>Nella scala dell’evoluzione abbiamo bisogno che al maschio alfa ed alla femmina che cerca di competere con lui possano sostituirsi uomini e donne beta, gamma, delta, preoccupati/e più che altro di fare un buon lavoro, di garantire pari opportunità, di far crescere una società sobria e solidale.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Valerio De Nardo</strong></p>
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		<title>Sanremo e l’altro Santo…</title>
		<link>http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/2012/02/sanremo-e-laltro-santo/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 15:37:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cgaleotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualita]]></category>
		<category><![CDATA[L'Analisi]]></category>
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		<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[renzo trappolini]]></category>
		<category><![CDATA[sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[santi]]></category>

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		<description><![CDATA[- Poco resterà della polemica tra cristiani a Sanremo, dove, per la verità storica, Celentano ha un po’ esagerato accomunando Giuda, che ha pagato senza poter spendere i trenta denari, e chi fa affari in nome del Signore e se li gode. Fatti loro, si potrebbe dire, se però la Rai avesse [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_804" style="width: 225px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2012/02/trappolinirenzo230-215x150.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g803]"><img class="size-full wp-image-804" title="Renzo Trappolini" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2012/02/trappolinirenzo230-215x150.jpg" alt="" width="215" height="150" /></a>
<p class="wp-caption-text">Renzo Trappolini</p>
</div>
<p>- Poco resterà della polemica tra cristiani a Sanremo, dove, per la verità storica, Celentano ha un po’ esagerato accomunando Giuda, che ha pagato senza poter spendere i trenta denari, <strong>e chi fa affari in nome del Signore e se li gode.</strong></p>
<p>Fatti loro, si potrebbe dire, se però la Rai avesse previsto (o gli altri avessero chiesto) la replica di qualche vescovone, come dice Bossi, o, almeno di qualcuno di Avvenire o Famiglia Cristiana.</p>
<p>Applausi, comunque, all’uomo di spettacolo e… di marketing;<strong>staremo a vedere se il dibattito proseguirà nelle sedi giuste.</strong></p>
<p>Luogo e momento giusti, ad ogni modo, non erano il teatro Ariston e le antenne del festival per raccontare al mondo, con <a href="http://www.youtube.com/watch?v=MXpSArpoJ-4" target="_blank">La Cumbia di chi cambia</a> che, a venti anni da Mani Pulite: “<strong>i funzionari dello stato italiano/ si fanno prendere spesso la mano/ inizian bene e finiscono male/ capita spesso che li trovi a rubare/ e fanno cose che stan bene solo a loro/ abbandonano ogni tipo di decoro…</strong>”.</p>
<p>Ecco, questo non è accettabile; non si può fare di tutt’un’erba un fascio. <strong>I cristiani – e Celentano lo è – sanno, perché è scritto nel Vangelo, che tra il grano cresce anche il loglio che è una pianta cattiva</strong>. Ma nei campi sono molte di più le spighe, come nello stato i “funzionari” onesti sono certamente più degli altri.</p>
<p>La corruzione, al pari del loglio, non è pianta eliminabile, ma limitarne la crescita, questo sì che si può fare ed è compito dello stato e dei suoi rappresentanti se solo dessero al primato della politica – da loro vantato – <strong>il significato di impegno a guardare all’interesse generale e non alla protezione di privilegi, clientele, corporazioni, rendite da regolazioni in danno della concorrenza – e dei consumatori – da evasione fiscale. Insomma dei furbi</strong>.</p>
<p>La cumbia avrebbe potuto raccontare in mondovisione che l’ Italia sta, invece, cambiando (e niente, per i politici, sarà come prima del governo dei tecnici).</p>
<p>E che gli italiani ce la stanno mettendo tutta, se Merkel e Sarkozy, solo ieri irridenti, fanno oggi le “preriunioni” degli organismi europei con Monti e se Obama punta sull’Italia per smussare gli egoismi nazionali tedeschi, francesi ed inglesi, passo importante verso il superamento della crisi.</p>
<p><strong>Celentano ha perso una buona occasione per cantare quest’Italia.</strong> Peccato!</p>
<p><strong>Renzo Trappolini</strong></p>
<div></div>
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		<title>Bisogna smetterla di maledire gli amministratori…</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 18:04:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cgaleotti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[- Resto convinto che una graduatoria di qualità della vita valutata da un anno all’altro non sia in grado di stabilire i destini di una provincia; che significa perdere o guadagnare una dozzina di posti in graduatoria nel giro di dodici mesi? Sembra di confrontare le classifiche del campionato di calcio: [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_748" style="width: 225px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/12/mattioli.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g747]"><img class="size-full wp-image-748" title="Francesco Mattioli" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/12/mattioli.jpg" alt="" width="215" height="150" /></a>
<p class="wp-caption-text">Francesco Mattioli</p>
</div>
<p>- <strong>Resto convinto che una graduatoria di qualità della vita valutata da un anno all’altro non sia in grado di stabilire i destini di una provincia</strong>; che significa perdere o guadagnare una dozzina di posti in graduatoria nel giro di dodici mesi? Sembra di confrontare le classifiche del campionato di calcio: ma a differenza delle squadre che possono perdere rapidamente i migliori campioni, venduti infortunati o scoppiati – si pensi all’Inter – e quindi precipitare dalla zona Champion alla zona retrocessione, i territori, le città, le strategie di miglioramento dei servizi, delle infrastrutture, della produttività hanno bisogno di tempi più lunghi, spesso corrispondenti ad una legislatura amministrativa, per poter esprimere un vero miglioramento o una reale recessione.</p>
<p><strong>Così, molti addetti ai lavori storcono il naso di fronte alle <a title="Nella Tuscia si vive sempre peggio" href="http://www.tusciaweb.eu/?p=29391" target="_blank">classifiche annuali del Sole 24 Ore </a>o di Legambiente, che possono generare discussioni politiche, polemiche, commenti estemporanei, ma che difficilmente illustrano una effettiva realtà socioeconomica in termini scientificamente corretti. Non è questa la sede per entrare nel dettaglio di certe serissime obiezioni, ma posso assicurare che in campo scientifico gli sforzi del Sole 24 Ore, ancorché affidati a specialisti, non sono del tutto apprezzati.</strong></p>
<p>Detto questo, non c’è dubbio che Viterbo si trovi comunque in una posizione di costante rincalzo in queste classifiche, con pochissime eccellenze e numerose criticità; anzi, da qualche tempo anche dal punto di vista della sicurezza, che la letteratura scientifica più avanzata considera uno dei requisiti più importanti della qualità della vita e che era uno dei fiori all’occhiello del capoluogo, le cose non vanno bene.</p>
<p>Mi sono chiesto, allora, perché incontro molti neoviterbesi che, fuggendo le nebbie del nord, lo smog delle metropoli o la criminalità quotidiana di certo mezzogiorno, asseriscono di apprezzare Viterbo perché è una città tranquilla, a misura d’uomo, bella e vivibile. Vero che tanti giovani fuggono dalla città, ma va considerato che certe fughe costituiscono quasi un rituale generazionale, tant’é che ho conosciuto io stesso diversi ragazzi senesi (e Siena è ottava in graduatoria…), grossetani e ternani che dichiarano di sentirsi chiusi e soffocati a vivere nelle loro ridenti cittadine.</p>
<p><strong>C’è un dato che la stampa non ha preso adeguatamente in considerazione: tra le classifiche fornite dal Sole 24 Ore c’è anche, e se non sbaglio per la prima volta, un graduatoria della felicità, costruita su una domanda posta ai cittadini-campione: “Personalmente, lei è felice?”.</strong></p>
<p>Ebbene, in questa speciale classifica, Viterbo è addirittura al decimo posto (Bologna, prima per qualità della vita è al 57° posto, Siena al 32°) e Palermo – udite udite – al primo…. Non è un dato sorprendente; il premio Nobel Amartya Sen ha spiegato che qualità della vita in termini socioeconomici e strutturali, e felicità in termini di stato psicologico personale, non sono sovrapponibili. La qualità della vita si valuta su indicatori apparentemente oggettivi scelti secondo quello che si “deve” intendere oggi per forme di convivenza eccellenti.</p>
<p>La felicità invece è uno stato di appagamento, si collega a un livello di aspirazione saturato, è sentirsi soddisfatti di certi piccoli vantaggi, di certe quotidiane sicurezze, di solidi legami affettivi, di tradizioni. Cinque anni fa tre ricercatori dell’Università di Tor Vergata scoprirono che erano più felici i nigeriani che i tedeschi e spiegavano l’apparente paradosso con il fatto che il nigeriano sapeva di non poter avere di più, e se abitava in città già si sentiva privilegiato rispetto a chi viveva nell’inferno della campagna, mentre il tedesco, completamente assorbito dalla corsa ai consumi, alla ricerca di nuove identità e orizzonti nella postmodernità avanzata, si sentiva continuamente inappagato e teso a raggiungere sempre nuovi obiettivi.</p>
<p><strong>Questo meccanismo di relativizzazione dei punti di riferimento cognitivo può spiegare perché i forestieri che hanno deciso di vivere a Viterbo si sentono felici di abitarvi, e perché al contrario molti viterbesi doc si sentano in un gallinaio. E magari anche perché, alla fin fine, pur di fronte a tante critiche – piove, governo ladro – la classe politica locale resta sempre la stessa.</strong></p>
<p>Quali le conclusioni? Smetterla di piangersi addosso, di limitarsi a maledire gli amministratori (d’ogni colore, tenuto conto che sui carboni ardenti non c’è solo Viterbo ma tutti la provincia) senza prendersi anche le proprie responsabilità; fare un salto di qualità nel gestire la cosa pubblica, ma anche nell’individuare le forme eccellenti del vissuto quotidiano; guardare oltre l’orizzonte e vedere che cosa succede più in là; scrollarsi di dosso il provincialismo che attanaglia questa città da almeno sette secoli; volare alto insomma.</p>
<p>Un esempio banale: tra gli indicatori di qualità della vita c’è anche l’igiene pubblica. E’ giusto bacchettare gli amministratori se non offrono un servizio adeguato; ma mettiamoci anche la mano sulla coscienza, quando rovesciamo la nostra immondizia fuori dei cassonetti e creiamo discariche a cielo aperto avanzando le scuse più puerili.</p>
<p><strong>La civiltà reclamiamola negli altri, ma pratichiamola anche noi.</strong></p>
<p>Sono certo che in poco tempo scaleremmo le incerte classifiche del Sole 24 Ore e forse, andremmo persino in Coppa Uefa.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Francesco Mattioli</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Super Mario distratto sui milioni di euro a Mediaset?</title>
		<link>http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/2011/12/super-mario-distratto-sui-milioni-di-euro-a-mediaset/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 17:31:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cgaleotti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[- I moti dell’animo nascono improvvisi, generano emozioni prima che la razionalità ne spieghi i motivi, e quindi gli effetti spesso si producono malgrado ogni contraria giustificazione logica. Così è stato per Super Mario in compagnia di Bruno Vespa. E’ bastato vederli insieme per sentire che nulla di importante era cambiato, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_743" style="width: 225px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/12/monti.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g742]"><img class="size-full wp-image-743" title="Mario Monti" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/12/monti.jpg" alt="" width="215" height="150" /></a>
<p class="wp-caption-text">Mario Monti</p>
</div>
<p>- <strong>I moti dell’animo nascono improvvisi, generano emozioni prima che la razionalità ne spieghi i motivi, e quindi gli effetti spesso si producono malgrado ogni contraria giustificazione logica.</strong></p>
<p>Così è stato per Super Mario in compagnia di Bruno Vespa. E’ bastato vederli insieme per sentire che nulla di importante era cambiato, e comunque che non era ancora il caso di attendersi chissà quale cambiamento. Il contesto, come diceva un monsignore, è davvero importante.</p>
<p>A prescindere dagli effetti psicologici e pubblicitari, quella iniziativa comunque è stata del tutto errata, ha esposto Super Mario a rischi eccessivi, contro ogni pur lodevole intenzione di comunicare. Perciò, consiglio l’immediata cacciata dallo staff di colui che ha avuto la bella idea.</p>
<p><strong>Altrettanto sconsiderata e clamorosa è apparsa l’iniziativa del ministro Passera che ha nominato rappresentante personale in Afghanistan il suo predecessore Romani, finora noto solo come specialista della pubblicità in tv e come puntuale difensore dell’impero televisivo padronale.</strong></p>
<p>Forse non sono gravissimi, ma sono pur sempre errori fastidiosi che incidono sull’immagine del nuovo governo e sulla sua credibilità.</p>
<p>Un altro errore urticante è il non aver immediatamente stoppato la pubblicità istituzionale della presidenza e dei ministeri, centrata con tono buonista e accattivante sui buoni sentimenti. L’ultima campagna in atto è patrocinata dalle Agenzie delle entrate contro gli evasori fiscali, definiti “parassiti”.</p>
<p>Sembra tutto giusto e vero, se non fosse che ogni campagna istituzionale è un vero e proprio Bancomat per Mediaset (Pubblitalia).</p>
<p><strong>Ogni passaggio in televisione, infatti, per la Rai, trattandosi di servizio pubblico, vuol dire sottrazione gratuita di spazio pubblicitario, per Mediaset <a href="http://www.lettera43.it/economia/media/29643/il-biscione-all-ingrasso.htm" target="_blank">pagamento a tariffa</a>. <a href="http://www.lettera43.it/economia/media/29643/il-biscione-all-ingrasso.htm" target="_blank">Con questo giochino sono stati pagati finora milioni di euro alla emittente privata</a>.</strong></p>
<p>Pensate al governo precedente ed al dirigente del servizio presso la Presidenza del consiglio, quando decideva una qualsiasi campagna pubblicitaria. Da morire dal ridere, per loro.</p>
<p>Infatti, il presidente della Rai Masi proveniva proprio da quella dirigenza prima di ricevere il prestigioso incarico.</p>
<p>Intervenga subito Super Mario e affidi i provvedimenti del governo alla serietà e all’efficacia delle misure adottate. La pubblicità non sempre è progresso.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Severo Bruno</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Restate affamati. Restate folli</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 16:47:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[- “Siate affamati. Siate folli”. Steve Jobs è morto. A darne la notizia è stata, con un comunicato essenziale e senza fronzoli nello stile del suo fondatore, la stessa Apple. E sul sito della società appare unaimmagine in bianco e nero di Steve Jobs e cliccando si legge: “Steve Jobs 1955 – [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_740" style="width: 225px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/11/jobs.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g739]"><img class="size-full wp-image-740" title="Steve Jobs" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/11/jobs.jpg" alt="" width="215" height="150" /></a>
<p class="wp-caption-text">Steve Jobs, sul sito della Apple</p>
</div>
<p>- “Siate affamati. Siate folli”. <a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/10/06/news/morte_jobs-22771476/" target="_blank">Steve Jobs</a> è morto.</p>
<p><strong>A darne la notizia è stata, con un comunicato essenziale e senza fronzoli nello stile del suo fondatore, la stessa <a href="http://www.apple.com/it/stevejobs/" target="_blank">Apple</a>.</strong></p>
<p>E sul sito della società appare una<a href="http://www.apple.com/it/" target="_blank">immagine in bianco e nero di Steve Jobs e cliccando si legge</a>: “Steve Jobs 1955 – 2011 – Apple ha perso un genio creativo e visionario, e il mondo ha perso una persona straordinaria. Chi di noi ha avuto la fortuna di conoscere Steve e di lavorare con lui ha perso un amico, una guida, una fonte di ispirazione. Steve lascia un’azienda che solo lui avrebbe potuto costruire e il suo spirito resterà sempre lo spirito di Apple”.</p>
<p><strong>Per quelle strane coincidenze della vita ho appreso della morte di Steve Jobs pochi istanti dopo aver riascoltato su Youtube lo straordinario discorso che fece Stanford nel 2005 (<a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/siate-curiosi-siate-folli/1463668" target="_blank">testo</a>). Quel mirabile discorso si concludeva proprio con questo invito ai ragazzi: “Siate affamati. Siate folli”.</strong></p>
<p>Le parole di un profeta. Le parole di un rivoluzionario. Le parole di chi ha cambiato non solo il mondo dell’informatica, ma il modo di vivere di milioni di persone.</p>
<p>Quella di Steve Jobs è stata una vera propria filosofia. Chi non ricorda l’headline di una delle più riuscite campagne pubblicitarie della Apple:  Think different!</p>
<p>Chi non ricorda l’attesa per le presentazioni dei nuovi prodotti Apple che in alcuni casi hanno inventato universi fino a quel momento inesistenti.</p>
<p><strong>Mac, iPod, iPhone e iPad sono state delle vere e proprie spallate al pensiero unico dell’informatica. Che oggi, nel mondo della Rete, vuol dire pensiero unico, semplicemente.</strong></p>
<p>Il discorso di Stanford delinea uno stile di vita. Uno stile di vita fondato sulle capacità creative dell’individuo. Uno stile di vita per il quale vale la pena di spendere questo breve lasso di tempo che ci è concesso. Uno stile di vita fondato sulla libertà di pensiero.</p>
<p><strong>Un discorso che per molti versi ricorda uno degli snodi fondamentali del pensiero occidentale: l’orazione funebre di Pericle.</strong></p>
<p><strong>Da oggi Steve Jobs non c’è più e ancora di più vale la pena di rimanere affamati, di rimanere folli.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La giustizia dell’ovetto Kinder…</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 16:09:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cgaleotti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[- Marco Travaglio è il cosiddetto giornalista d’assalto che piace a molti (la sua ospitata a Caffeina nel luglio scorso ebbe una platea di quasi duemila persone) ed è inviso a molti altri. Io ritengo che, al di là delle sue idee (che possono piacere o meno) ha una qualità fondamentale [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_736" style="width: 215px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/11/sassi_arnaldo.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g735]"><img class="size-medium wp-image-736" title="Arnaldo Sassi" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/11/sassi_arnaldo-205x300.jpg" alt="" width="205" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Arnaldo Sassi</p>
</div>
<p>- Marco Travaglio è il cosiddetto giornalista d’assalto che piace a molti (la sua ospitata a Caffeina nel luglio scorso ebbe una platea di quasi duemila persone) ed è inviso a molti altri.</p>
<p>Io ritengo che, al di là delle sue idee (che possono piacere o meno) ha una qualità fondamentale per chi fa il giornalista: <strong>quello di essere estremamente documentato sui fatti, mai smentibili.</strong> Ebbene, un’ulteriore prova di ciò l’ho avuta, leggendo un suo pezzo pubblicato sabato scorso sul Fatto quotidiano dal titolo “<strong><a title="Ma l'ovetto no" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/01/ma-lovetto-no/161371/" target="_blank">Ma l’ovetto no</a></strong>”.</p>
<p>Articolo nel quale racconta che “Bartolo è un giovane di 23 anni e fa il pescatore a Sant’Agata di Militello, provincia di Messina. L’altro giorno è stato arrestato dai carabinieri, perché colto in flagrante mentre prelevava sette pietre dal lungomare e le caricava su un furgone per fissare le sue reti da pesca sul fondale marino. Tradotto in caserma, vi ha trascorso la notte, in attesa del processo per direttissima”.</p>
<p><strong>E poi:</strong> “Qualche giorno dopo, a Taranto, si apriva il processo a Donato, un ragazzo di 20 anni, imputato per il furto di un ovetto Kinder in un chiosco di dolciumi e per le ingiurie rivolte al venditore. Prelevato dai carabinieri e interrogato alle 2 di notte, Donato è finito sotto processo perché il venditore pretendeva 1600 euro per chiudere la faccenda”.</p>
<p><strong>E ancora: </strong>“Domenica abbiamo raccontato la storia del giovane etiope rinviato a giudizio per aver colto qualche fiore di oleandro in un parco di Roma. Ieri, sul Corriere, Luigi Ferrarella ricordava altri tragicomici precedenti. <strong>Il processo a Milano contro un tizio imputato di truffa per aver scroccato una telefonata da 0,28 euro. E quello contro due malviventi sorpresi a fare da palo a una terribile banda dedita al furto di alcuni sacchi della spazzatura in una bocciofila. </strong>Ma anche i 169 ricorsi presentati in Cassazione da altrettanti utenti Enel (avanguardie di un esercito di 60mila persone) che chiedono un risarcimento di un euro a testa”.</p>
<p><strong>Fin qui i fatti. Poi le considerazioni:</strong> “Basta raffrontare l’entità dei reati con i costi del processo (indagini della polizia giudiziaria e del pm, un giudice per la convalida del fermo, un gup per l’udienza preliminare, uno o tre giudici più un pm per il primo grado, tre giudici più un pg per l’appello, cinque giudici più un pg più un cancelliere per la Cassazione, con l’aggiunta di cancellieri ed eventuali periti) per rabbrividire. <strong>O per sbertucciare la magistratura, che obbedisce semplicemente a leggi sempre più folli o infami”.</strong></p>
<p>La morale è scontata: “Eppure, sui giornali e in tv, si continua a dipingere una giustizia che trascura i veri criminali per colpire i reati dei politici (ovviamente inventati). Ora Napolitano ricorda che “in passato un leader separatista fu arrestato”. <strong>Non sappiamo se si riferisca anche ai leghisti a suo tempo imputati a Verona per le camicie verdi (e armate) della “Guardia nazionale padana</strong>”. Il processo s’è estinto perché l’anno scorso – come denunciò il Fatto nel silenzio generale, anche del Quirinale –<strong> il ministro Calderoli depenalizzò il reato di “associazione militare a scopo politico” con un codicillo nascosto in un decreto omnibus</strong>.</p>
<p>Da allora, per mandare in fumo un processo che all’inizio vedeva imputati anche i ministri Bossi, Maroni e naturalmente Calderoli, chi fonda bande paramilitari fuorilegge non commette reato. Chi invece ruba un fiore, o una pietra, o un ovetto per te, è un delinquente. Ma solo perché nessun ministro ha ancora rubato fiori, pietre e ovetti. Non resta che aspettare, fiduciosi.</p>
<p>Qualcuno pensa che il mastino Marco abbia torto?</p>
<p><strong>Arnaldo Sassi</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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