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	<title>Rivoluzione Liberale &#187; Cultura</title>
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		<title>“Dentro Santa Rosa. Oltre Santa Rosa” per raccontare il 3 settembre</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Aug 2017 14:51:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redattore]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Il Libro]]></category>
		<category><![CDATA[_BOX_7]]></category>

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		<description><![CDATA[Viterbo – Un libro fotografico che racconta la Viterbo nelle 48 ore del 2 e del 3 settembre 2016. E fa di questo racconto un progetto collettivo, secondo occhi, tempi, luoghi e apparecchi fotografici molto diversi tra loro. E’ nato così “Dentro Santa Rosa. Oltre Santa Rosa”, agile volume di 320 pagine in [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="color: #000000;">
<div id="attachment_864" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2017/08/IMG_8085.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g863]"><img class="size-medium wp-image-864" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2017/08/IMG_8085-300x200.jpg" alt="Viterbo - Santa Rosa - Gloria" width="300" height="200" /></a>
<p class="wp-caption-text">Viterbo &#8211; Santa Rosa &#8211; Gloria</p>
</div>
<p style="color: #000000;"><strong style="font-style: inherit;">Viterbo</strong> – Un libro fotografico che racconta la Viterbo nelle 48 ore del 2 e del 3 settembre 2016. E fa di questo racconto un progetto collettivo, secondo occhi, tempi, luoghi e apparecchi fotografici molto diversi tra loro.</p>
<p style="color: #000000;"><strong style="font-style: inherit;">E’ nato così “Dentro Santa Rosa. Oltre Santa Rosa”, agile volume di 320 pagine in formato tascabile 12×15 centimetri, pubblicato dall’editore Sette città e in arrivo nelle librerie e nelle edicole.</strong></p>
<p style="color: #000000;">Il progetto grafico è a cura di Andrea Venanzi. L’impaginazione è un esplicito richiamo al quadrato di Instagram, ovvero il veicolo originario scelto dal gruppo per condividere gli scatti. Il volume presenta una doppia copertina poiché le immagini sono organizzate secondo due percorsi narrativi: “Oltre Santa Rosa”, narra il contesto, ovvero tutto ciò che ruota intorno alla Macchina, dalla città in festa alla cittadinanza in attesa, dalle vie piene di sedie ai negozi che mostrano in vetrina tributi alla Santa.</p>
<p style="color: #000000;"><strong style="font-style: inherit;">“Dentro Santa Rosa”, si concentra invece sulla manifestazione, raccontando sia gli aspetti più intimi come la vestizione e il ritiro dei facchini, sia quelli più spettacolari come il corteo storico ed il trasporto.</strong></p>
<p>I protagonisti sono Giovanni Fiorentino, docente all’Università della Tuscia, un gruppo di studenti dell’ateneo, un altro gruppo del Liceo Scientifico “Paolo Ruffini” coordinati dalla professoressa Alessandra Croci, messi in comune dall’esperienza formativa singolare del laboratorio fotografico del Dipartimento di Scienze umanistiche, della comunicazione e del turismo (Disucom).</p>
<p style="color: #000000;">In tutto 12 persone per un progetto intergenerazionale, interdisciplinare, interculturale, che immediatamente stabilisce contatti e relazioni tra l’università e Viterbo, tra l’istituzione formativa e la vitalità del territorio, tra generazioni differenti di studenti e formatori, tra la scuola e una comunità intera, spesso modificando i ruoli tradizionali con l’obiettivo di avvicinare alla produzione, all’uso, alla fruizione e alla condivisione consapevole di fotografie digitali i tanti e diversi interlocutori.</p>
<p><strong style="font-style: inherit;">Il risultato è questo volume che raccoglie un’esperienza di apprendimento, una pratica creativa, un evento religioso e socio-antropologico centrale per la Tuscia, la sua comunità e la città di Viterbo, con la sua vita intensa nei giorni di Santa Rosa.</strong></p>
<p style="color: #000000;">Il laboratorio fotografico nasce in effetti dal dialogo tra Fiorentino e alcuni studenti, da una ipotesi formulata tra generazioni a confronto, dall’urgenza di mettere insieme una dimensione teorico-culturale e una dimensione concreta, operativa, che fondi saperi e competenze difficilmente unite ma che nella fotografia trovano necessità e opportunità.</p>
<p style="color: #000000;">L’esperienza del laboratorio, nata nel 2014 e aperta subito alla partecipazione di tutti gli studenti dell’Università della Tuscia, è stata estesa, nel giugno 2016, a un gruppo di ragazzi del Liceo Ruffini, in occasione del progetto di formazione scuola lavoro che poneva al centro la scoperta culturale ed empirica di quello che in apparenza potrebbe sembrare un mezzo di comunicazione figlio di un dio minore, appunto la fotografia.</p>
<p>L’obiettivo è quello di raccontare Santa Rosa, la sua città, Viterbo, la sua comunità allargata, in tutta la sua ricchezza e diversità e mostrare la vita palpitante che attraversa il centro medievale, unico dal punto di vista storico architettonico, la sua bellezza, nelle giornate straordinarie del 2 e 3 di settembre. Con tutta l’energia dell’attesa che, tra bambini e anziani, donne e facchini, le coperte stese sui marciapiedi, i capannelli di lenzuola e ombrelli in piazza del Comune, le sedie di qualsiasi forma e gli spalti in piazza, i giornali sfogliati e i panini consumati, si sviluppa e serpeggia, si registra e si manifesta, e che oggi è fotograficamente condivisa oltre le cinta delle sue mura. Oltre Porta Romana, molto oltre Santa Rosa.</p>
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		<title>Al di là delle mimose…</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 16:56:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cgaleotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualita]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[La Battaglia]]></category>
		<category><![CDATA[_BOX_2]]></category>
		<category><![CDATA[8 marzo]]></category>
		<category><![CDATA[mimosa]]></category>
		<category><![CDATA[valerio de nardo]]></category>

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		<description><![CDATA[- Al di là delle mimose&#8230; Nell’arco di poche ore, alla vigilia della ricorrenza dell’8 marzo, le notizie di violenze sulle donne, di omicidi, di atti di ferocia contro vita e dignità femminile si accavallano nella confusione della cronaca di ogni giorno. Pare quasi che di tale ricorrenza sia in atto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_733" style="width: 225px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/11/valerio-de-nardo.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g819]"><img class="size-full wp-image-733" title="Valerio De Nardo" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/11/valerio-de-nardo.jpg" alt="" width="215" height="150" /></a>
<p class="wp-caption-text">Valerio De Nardo</p>
</div>
<p>- Al di là delle mimose&#8230;</p>
<p>Nell’arco di poche ore, alla vigilia della ricorrenza dell’8 marzo, le notizie di violenze sulle donne, di omicidi, di atti di ferocia contro vita e dignità femminile si accavallano nella confusione della cronaca di ogni giorno. Pare quasi che di tale ricorrenza sia in atto una macabra celebrazione.</p>
<p><strong>Questa festa della donna, che risulta ormai così rituale tra mimose e cerimonie ufficiali, piegata anch’essa ai richiami del marketing, rischia di trasformarsi in un elemento di stanchezza nella percezione sociale, piuttosto che rimanere un richiamo alle responsabilità individuali e sociali.</strong></p>
<p>Anche per questo credo sia necessario prestare una qualche attenzione in più a quello che accade, a fatti che testimoniano come nel silenzio diffuso delle case o nel clamore episodico dei riflettori e delle telecamere, continuino a consumarsi crimini che non sono contro l’onore, contro la famiglia, contro il buon costume. Sono crimini contro persone, contro il corpo delle donne, che rimane ancor oggi un oggetto che molti credono o sono indotti a credere sia a propria disposizione.</p>
<p><strong>Nel turbine della crisi economica e occupazionale, nella spirale della crisi etica che avvolge i nostri giorni è fin troppo facile che a pagare siano chiamate le persone più deboli e indifese, le donne in primo luogo, poiché su di loro ricade il peso maggiore di una società sempre più accartocciata su sé stessa. Madri, mogli, figlie, che spesso sono ricacciate nella condizione usuale alle donne di decenni fa: ad esempio, le prime a perdere il lavoro, le ultime a trovarlo.</strong></p>
<p>Non è con l’anelito alla bontà dei maschi che si risolvono le questioni che stanno sul tappeto. Bensì con una operazione culturale che agisca sui valori di fondo del costume sociale, col riconoscimento che competere, sopraffare, opprimere, violentare, oltre che un agire stupido è anche un agire inefficiente e inefficace.</p>
<p>Nella scala dell’evoluzione abbiamo bisogno che al maschio alfa ed alla femmina che cerca di competere con lui possano sostituirsi uomini e donne beta, gamma, delta, preoccupati/e più che altro di fare un buon lavoro, di garantire pari opportunità, di far crescere una società sobria e solidale.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Valerio De Nardo</strong></p>
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