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	<title>Rivoluzione Liberale &#187; Focus</title>
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		<title>Corea del Nord, missile sorvola il Giappone</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Aug 2017 17:29:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redattore]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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		<description><![CDATA[Pyongyang – Missile balistico a medio raggio lanciato dalla Corea del Nord. Si tratta del primo disegnato per trasportare una testata nucleare. Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu oggi si riunisce d’urgenza su richiesta di Usa, Corea del Sud e Giappone. Il vettore, che volato per 2.700 chilometri, a un’altezza massima di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_881" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2017/08/10346463_907356542607838_5149333531102960651_n-300x204.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g880]"><img class="size-full wp-image-881" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2017/08/10346463_907356542607838_5149333531102960651_n-300x204.jpg" alt="Kim Jong-un" width="300" height="204" /></a>
<p class="wp-caption-text">Kim Jong-un</p>
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<p style="color: #000000;"><strong style="font-style: inherit;">Pyongyang</strong> – Missile balistico a medio raggio lanciato dalla Corea del Nord. Si tratta del primo disegnato per trasportare una testata nucleare.</p>
<p style="color: #000000;"><strong style="font-style: inherit;">Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu oggi si riunisce d’urgenza su richiesta di Usa, Corea del Sud e Giappone.</strong></p>
<p style="color: #000000;">Il vettore, che volato per 2.700 chilometri, a un’altezza massima di 550 chilometri, ha sorvolato il Giappone, finendo nel Pacifico al largo di Hokkaido.</p>
<p style="color: #000000;"><strong style="font-style: inherit;">Il presidente Usa Trump e il premier nipponico Shinzo Abe hanno avuto avuto un colloquio telefonico, concordando nel tenere alta la pressione su Pyongyang.</strong></p>
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		<title>Libia, nuovi martiri e vecchi carnefici</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 07:38:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cgaleotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[Gheddafi]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel suo delirante discorso televisivo Gheddafi ha annunciato di voler morire da martire, piuttosto che lasciare il potere. I martiri però sono altri: sono quei cittadini libici che nel nome della libertà continuano a morire per le strade di Tripoli giorno dopo giorno, sotto i colpi di mercenari assoldati dal [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2010/02/gheddafi5.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g42]"><img class="size-full wp-image-423 alignleft" title="gheddafi" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2010/02/gheddafi5.jpg" alt="" width="280" height="210" /></a>Nel suo delirante discorso televisivo Gheddafi ha  annunciato di voler morire da martire, piuttosto che lasciare il potere.  I martiri però sono altri: sono quei cittadini libici che nel nome  della libertà continuano a morire per le strade di Tripoli giorno dopo  giorno, sotto i colpi di mercenari assoldati dal Raìs e delle bombe di  piloti ancora fedeli al dittatore. Chiuso nel bunker, con le sue parole  il colonnello in pratica ha ufficializzato l&#8217;inizio di una guerra  civile. In tutto questo, la comunità internazionale gioca un ruolo  fondamentale.Il primo compito è quello di non abbassare il livello di  attenzione su quanto sta accadendo, un rischio divenuto ancora più reale  adesso che quasi più nessun giornalista straniero è rimasto nel  territorio per fornire informazioni, che ormai iniziano ad arrivare con  sempre maggiori difficoltà, e sempre più soltanto attraverso fonti di  regime.Barack Obama continua quotidianamente a condannare con fermezza  la repressione in atto, e questo è importante non soltanto  nell&#8217;immediato, ma anche per quello che verrà. Non a caso sono in molti a  mettere in guardia sul come potrebbe evolversi il dopo-Gheddafi, e sarà  di certo un problema da affrontare. Ma non si può parlare del  dopo-Gheddafi solo in termini di islamizzazione della Libia, come ad  esempio si è affrettato a fare Berlusconi, impegnato in questi giorni  drammatici, insieme al “suo” ministro Frattini, nel tentativo vergognoso  e malcelato di non schierarsi apertamente contro lo sterminio in atto.  Non a caso, Gheddafi sembra aver preso subito la palla al balzo,  parlando di rivoltosi stimolati dalla droga di Bin Laden.Di tutto quanto  sta accadendo nella zona del Maghreb bisogna infatti cogliere non  soltanto l&#8217;aspetto religioso, o meglio fondamentalista, che potrebbe  materializzarsi (una cellula di Al Quaeda sembra già essersi posizionata  nella zona orientale della Libia), quanto piuttosto la forza  rivoluzionaria di una generazione, di una nuova generazione, più  informata e dunque più consapevole di quella che l&#8217;ha preceduta, figlia  della comunicazione in rete e desiderosa di modificare l&#8217;ordine degli  eventi, rimasti immutabili per troppo tempo. Lo spiega bene Taheena al  Sharifi, una donna avvocato che fa parte del “Comitato dei 15”,  formatosi in queste ore a Bengasi dopo la liberazione della città dai  militari e dai cecchini. Intervistata da Lorenzo Cremonesi, inviato del <em>Corriere della Sera</em> tra i pochi ancora in Libia, Taheena ci ricorda che i governi europei  insistono troppo sulla questione islamica, dimenticando che loro sono  semplicemente alla ricerca di libertà e democrazia, e di una strada  laica che porti alla modernizzazione del Paese.  Sono molti i giovani  scesi nelle piazze africane in questo 2011, in quelle tunisine e in  quelle algerine, in quelle egiziane e in quelle libiche, e presto  potrebbe essere anche la volta del Marocco; e molti sono pronti a farlo  anche in quelle terre dell&#8217;Africa nera in cui troppi anni di dittature,  troppo spesso supportate dal dollaro americano o dall&#8217;euro europeo,  hanno tenuto i rispettivi popoli ad un livello insopportabile di  povertà.Dopo le Twin Towers di New York, che lo inaugurarono nel peggior  modo possibile, questo ventunesimo secolo sembra ora aver iniziato un  percorso diverso, fatto di incertezze ma anche di speranze. Quanto sta  accadendo in Africa, per molti versi, può essere storicamente accostato a  quanto avvenuto in Europa, e più in generale in occidente, con la  caduta del muro di Berlino.Ma in questo processo di transizione così  delicato l&#8217;occidente deve fare la sua parte, e nella maniera migliore,  cominciando dal distinguere, senza esitazioni, i giovani martiri dai  vecchi carnefici. E agendo di conseguenza.</p>
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