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	<title>Rivoluzione Liberale &#187; Politica</title>
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		<title>“Obbligo scolastico fino a 18 anni”</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Aug 2017 16:56:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Rimini – “Obbligo scolastico fino a 18 anni”. Al Meeting Ck in corso a Rimini, la ministra all’Istruzione Valeria Fedeli lancia la proposta. “Io sarei per portare l’obbligo scolastico a 18 anni, perché un’economia come la nostra, che vuole puntare su crescita e benessere, deve puntare su economia e società della [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="color: #000000;">
<div id="attachment_874" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2017/08/14573020_595870287204593_5495370782722227837_n-1-300x261.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g873]"><img class="size-full wp-image-874" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2017/08/14573020_595870287204593_5495370782722227837_n-1-300x261.jpg" alt="Valeria Fedeli" width="300" height="261" /></a>
<p class="wp-caption-text">Valeria Fedeli</p>
</div>
<p style="color: #000000;"><strong style="font-style: inherit;">Rimini</strong> – “Obbligo scolastico fino a 18 anni”. Al Meeting Ck in corso a Rimini, la ministra all’Istruzione Valeria Fedeli lancia la proposta.</p>
<p style="color: #000000;"><strong style="font-style: inherit;">“Io sarei per portare l’obbligo scolastico a 18 anni, perché un’economia come la nostra, che vuole puntare su crescita e benessere, deve puntare su economia e società della conoscenza.</strong></p>
<p style="color: #000000;">Come prevede l’ultima Agenda Onu 2030 sottoscritta anche dall’Italia”.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Senza vaccino, niente scuola dell’infanzia pure pagando la sanzione</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Aug 2017 17:17:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redattore]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Corsivo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Roma – Asili nido e scuola dell’infanzia: scuole chiuse per chi non vaccina i propri figli, pure se paga la sanzione. A stabilirlo, la circolare esplicativa del ministero della Salute. “La sanzione estingue l’obbligo della vaccinazione – riporta il documento – ma non permette comunque la frequenza, da parte del minore, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_842" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2017/08/IMG_3664.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g841]"><img class="size-medium wp-image-842" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2017/08/IMG_3664-300x200.jpg" alt="Beatrice Lorenzin" width="300" height="200" /></a>
<p class="wp-caption-text">Beatrice Lorenzin</p>
</div>
<p style="color: #000000;"><strong style="font-style: inherit;">Roma</strong> – Asili nido e scuola dell’infanzia: scuole chiuse per chi non vaccina i propri figli, pure se paga la sanzione. A stabilirlo, la circolare esplicativa del ministero della Salute.</p>
<p style="color: #000000;"><strong style="font-style: inherit;">“La sanzione estingue l’obbligo della vaccinazione – riporta il documento – ma non permette comunque la frequenza, da parte del minore, dei servizi educativi dell’infanzia, sia pubblici sia privati, non solo per l’anno di accertamento dell’inadempimento, ma anche per quelli successivi, salvo che il genitore non provveda all’adempimento dell’obbligo vaccinale”.</strong></p>
<p style="color: #000000;">Il divieto viene meno, invece, per la scuola dell’obbligo.</p>
<p style="color: #000000;">Nel caso in cui dovessero esserci minori che non sono vaccinabili, per motivi di salute, vanno inseriti in classi dove tutti gli altri hanno avuto il vaccino o sono immunizzati.</p>
<p style="color: #000000;">La circolare del 16 agosto contiene i modelli per l’autodichiarazione e una tabella di ausilio per il controllo dell’adempimento delle vaccinazioni obbligatorie. La norma sostituisce le indicazioni fornite con la circolare 12 giugno 2017.</p>
<p style="color: #000000;"><strong style="font-style: inherit;">Il ministero ha emanato, inoltre, la Circolare 14 agosto 2017 che fornisce indicazioni operative su quattro vaccinazioni raccomandate per i minori di età compresa tra zero e 16 anni: anti-meningococcica B, anti-meningococcica C, anti-pneumococcica, anti-rotavirus. </strong></p>
<p style="color: #000000;">Le vaccinazioni sono offerte gratuitamente dalle Asl, in base a specifiche indicazioni del calendario vaccinale nazionale relativo a ciascuna coorte di nascita.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La prescrizione non salva solo Berlusconi</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 17:08:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cgaleotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualita]]></category>
		<category><![CDATA[Il Corsivo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[- Giornalisti sicuramente molto più autorevoli del sottoscritto hanno commentato ieri la sentenza del tribunale di Milano sul processo Mills, terminato in gloria per prescrizione. Io pertanto, non voglio sovrappormi a chi è sicuramente più preparato di me – semplice cronista di campagna – nell’affrontare certi argomenti,ma fare un modesto ragionamento da [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_824" style="width: 225px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2012/03/berlu.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g823]"><img class="size-full wp-image-824" title="Silvio Berlusconi" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2012/03/berlu.jpg" alt="" width="215" height="150" /></a>
<p class="wp-caption-text">Silvio Berlusconi</p>
</div>
<p>- Giornalisti sicuramente molto più autorevoli del sottoscritto hanno commentato ieri la sentenza del tribunale di Milano sul processo Mills, <strong>terminato in gloria per prescrizione</strong>.</p>
<p>Io pertanto, non voglio sovrappormi a chi è sicuramente più preparato di me – semplice cronista di campagna – nell’affrontare certi argomenti,<strong>ma fare un modesto ragionamento da cittadino comune</strong>, partendo da quei principi sacrosanti che sono scritti nella nostra Costituzione (ad esempio, la legge è uguale per tutti) <strong>per arrivare a quei canoni di correttezza e di onestà che sin da piccolo mi ha insegnato mio padre</strong>.</p>
<p><strong>Ebbene, io credo che in uno Stato civile chi commette un reato debba essere punito.</strong>Naturalmente dopo un giusto processo, dove i giudici abbiano modo di valutare le ragioni dell’accusa e della difesa. Tale ovvietà, a mio avviso, vale ancor di più quando si tratta di pubblici amministratori, <strong>ovverosia di persone che i cittadini hanno scelto per governare il bene collettivo</strong>.</p>
<p>E questo dovrebbe valere sia per chi sta al Governo nazionale, sia in quelli regionali, provinciali e comunali. <strong>Perché chi si propone come uomo pubblico ha sicuramente qualche dovere di trasparenza in più rispetto alla gente comune.</strong></p>
<p>Nella speranza che su questo concetto siamo tutti d’accordo (almeno credo), ecco che la sentenza di prescrizione per Berlusconi è – comunque la si pensi –<strong>una sconfitta dello Stato civile e una sconfitta per tutta la comunità</strong>, che non saprà mai se l’ex premier si sia macchiato o meno di un reato gravissimo come quello della corruzione.</p>
<p>E lo è ancor più se si analizzano i fatti alla luce di quanto accaduto negli ultimi anni, <strong>nel corso dei quali il Parlamento ha approvato leggi che accorciavano la prescrizione, ma che consentivano comunque di allungare i processi</strong>.</p>
<p>I fans berlusconiani saranno subito pronti nel dire che queste motivazioni sono tipiche dei nemici dell’ex premier, che volevano la sua fine per via giudiziaria, essendo impotenti su quella del consenso. Attenzione però, perché il ragionamento è molto più complesso.</p>
<p><strong>La prescrizione, così come è concepita oggi, ha sicuramente due effetti deleteri</strong>. <strong>Il primo</strong>, che comunque avvantaggia chi è accusato di aver commesso un qualsiasi reato a danno di chi ne è rimasto vittima. <strong>Il secondo</strong>, che genera una giustizia a due velocità, <strong>divisa tra chi può permettersi di pagare bravi avvocati</strong> (molti dei quali sono maestri nel trovare tutti gli escamotage possibili e immaginabili per tirare il processo per le lunghe)<strong> e chi no.</strong></p>
<p><strong></strong>Sicché alla fine rischia maggiormente di andare in galera chi magari ha rubato una confezione di bistecche al supermercato (per non parlare di quei poveri derelitti accusati del reato di clandestinità),<strong> che colui che ha commesso reati come pubblico amministratore.</strong></p>
<p>Del resto, se uno è scettico su queste considerazioni, può trovare la controprova su quanto avviene nel resto d’Europa: in Francia, in Spagna, in Germania, in Inghilterra, il principio della prescrizione cessa nel momento in cui comincia il processo penale. <strong>A quel punto l’imputato è sicuro che ci sarà una sentenza e potrà solo difendersi nel processo, come dettano le regole.</strong></p>
<p>E allora, lasciamo stare per un attimo Berlusconi e puntiamo l’attenzione su Viterbo, dove sono in corso vari procedimenti che riguardano reati contro la pubblica amministrazione: <strong>il processo sulle mense, quello sul Cev e l’inchiesta sulla Asl (per la quale si deve ancora decidere il rinvio a giudizio)</strong>. Tutti casi in cui sono coinvolti pubblici amministratori viterbesi, ma che rischiano appunto di finire nel nulla (almeno i primi due) per la prescrizione. Ebbene, vi sembra da Paese civile non sapere mai se quelle persone – che oggi sono soltanto indagate – siano colpevoli o innocenti?</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Arnaldo Sassi</strong></p>
<div></div>
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		<title>Con Monti è finita l’era del circo Barnum</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 17:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cgaleotti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[- Ma sì, ammettiamolo. Siamo proprio uno strano Paese. Un Paese dove tutti chiedono il meglio, ma dove nessuno è disposto a cedere un centimetro delle proprie posizioni acquisite per migliorare il bene collettivo. Un Paese dove impera il motto guicciardiniano del “particulare”, anche se ciò va a danno del resto della [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_737" style="width: 225px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/11/sassi-arnaldo.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g757]"><img class="size-full wp-image-737" title="Arnaldo Sassi" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/11/sassi-arnaldo.jpg" alt="" width="215" height="150" /></a>
<p class="wp-caption-text">Arnaldo Sassi</p>
</div>
<p>- Ma sì, ammettiamolo. Siamo proprio uno strano Paese. Un Paese dove tutti chiedono il meglio, <strong>ma dove nessuno è disposto a cedere un centimetro delle proprie posizioni acquisite per migliorare il bene collettivo.</strong></p>
<p><strong> </strong>Un Paese dove impera il motto guicciardiniano del “particulare”, anche se ciò va a danno del resto della comunità.</p>
<p><strong>Partiamo dal decreto “Cresci Italia” appena varato dal governo Monti.</strong> Sicuramente incompleto, sicuramente non esaustivo, ma rivoluzionario. Perché tenta di liberare il Paese da una serie di vincoli che favoriscono alcuni a danno di altri.</p>
<p><strong>E che succede? Che chi si sente colpito annuncia la lotta dura senza paura in difesa dei propri diritti, che ritiene calpestati.</strong>Sicché ecco che tassisti, benzinai, farmacisti, avvocati (e chi altro?) si trasformano improvvisamente in ultrà, pronti a vendere cara la propria pelle.</p>
<p><strong>Senza considerare la più elementare delle riflessioni da fare in questo momento. </strong>E cioè che l’Italia è sull’orlo del baratro e che, se precipita, a rimetterci saranno tutti. Ma proprio tutti.</p>
<p>Non bisogna certo essere esperti di sociologia per comprendere come questa cultura, tutta tipicamente indigena, sia ormai consolidata nel dna dell’homo italicus.<strong> Il quale pensa che ancora sia possibile fare soprattutto il proprio interesse anche a danno degli altri.</strong></p>
<p><strong></strong>Del resto, basta entrare in un bar e ascoltare i discorsi che si fanno in questi giorni per avere un’idea abbastanza precisa di come ragionano i più: <strong>tutti si lamentano per i sacrifici da fare (ovviamente quelli che li colpiscono personalmente sono in primo piano) e nessuno ragiona sul futuro di questo Paese e soprattutto sui giovani </strong>(ma tutta questa gente non ce l’ha i figli?), che si trovano in una situazione veramente disastrosa.</p>
<p><strong>Certo, alla formazione di questo tipo di cultura, deleteria per qualsiasi comunità, ha contribuito molto in questi anni la politica.</strong> Anzi, i politici. Che hanno pensato a tirare a campare, solo e sempre alla ricerca ossessiva del consenso, senza però avere (o voler vedere) un quadro oggettivo delle situazione che si andava delineando e prendere le adeguate contromisure in tempo utile.</p>
<p><strong>Il governo Monti, tra i tanti meriti, ha soprattutto quello di averci riportato alla realtà</strong>. A farci vedere un’Italia dove i ristoranti sono pieni, gli aerei e gli alberghi pure; ma dove sono aumentati a dismisura disoccupati e cassintegrati, perché le aziende non ce la fanno e sono costrette a chiudere.<strong> Un Paese a due velocità, dove c’è sicuramente chi sta a pancia piena, ma c’è anche chi muore di fame.</strong></p>
<p>Un particolare: non vi sembra curioso che di fronte a queste riforme che liberalizzano le professioni, i mal di pancia maggiori siano proprio nel Pdl? Ma Berlusconi non era quello del libero mercato e dello Stato leggero e non invasivo?<strong> E allora perché oggi sembra accettare con pochissimo entusiasmo quel che Monti propone?</strong></p>
<p><strong></strong>Ve lo dico io: perché quei provvedimenti vanno a colpire soprattutto il suo elettorato e il consenso – ci risiamo, signora mia – è sempre più importante di tutto il resto. A questo punto meglio la Lega che, dimentica di essere stata al governo negli ultimi otto anni, oggi tenta di rifarsi una verginità con un’opposizione dura e pura (<strong>tranne quando si tratta di salvare dal carcere qualche amico di vecchia data. Leggi: Cosentino</strong>).</p>
<p>La mia speranza di italiano è che Mario Monti vada avanti e ce la faccia, anche se ce la sta facendo pagare a caro prezzo (ma c’era un’alternativa?). Certo è che con il professore l’Italia ha ricostruito in breve tempo una sua immagine nel Paese e all’Estero, dopo il circo Barnum degli ultimi anni. <strong>Un’immagine totalmente diversa dalla precedente, che definire clownesca è pleonastico</strong>.</p>
<p>Mi è capitato di vedere il premier in alcune trasmissioni televisive (da Fabio Fazio, su Raitre, e da Lilli Gruber, su La7) e ho apprezzato molto, intanto il fatto che si sia sottoposto a domande vere e senza alcuna rete di protezione; poi il contenuto delle sue risposte, che mi hanno fatto giungere a una semplice conclusione: Mario Monti è una persona seria.</p>
<p>In tutto questo c’è un unico cruccio: <strong>Monti presidente del consiglio è stato il frutto di un’operazione (intelligente quanto volete) ideata e portata a termine dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano</strong>. Il suo predecessore invece, purtroppo lo avevano scelto gli italiani.</p>
<p><strong>Arnaldo Sassi</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La giustizia dell’ovetto Kinder…</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 16:09:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cgaleotti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[- Marco Travaglio è il cosiddetto giornalista d’assalto che piace a molti (la sua ospitata a Caffeina nel luglio scorso ebbe una platea di quasi duemila persone) ed è inviso a molti altri. Io ritengo che, al di là delle sue idee (che possono piacere o meno) ha una qualità fondamentale [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_736" style="width: 215px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/11/sassi_arnaldo.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g735]"><img class="size-medium wp-image-736" title="Arnaldo Sassi" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/11/sassi_arnaldo-205x300.jpg" alt="" width="205" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Arnaldo Sassi</p>
</div>
<p>- Marco Travaglio è il cosiddetto giornalista d’assalto che piace a molti (la sua ospitata a Caffeina nel luglio scorso ebbe una platea di quasi duemila persone) ed è inviso a molti altri.</p>
<p>Io ritengo che, al di là delle sue idee (che possono piacere o meno) ha una qualità fondamentale per chi fa il giornalista: <strong>quello di essere estremamente documentato sui fatti, mai smentibili.</strong> Ebbene, un’ulteriore prova di ciò l’ho avuta, leggendo un suo pezzo pubblicato sabato scorso sul Fatto quotidiano dal titolo “<strong><a title="Ma l'ovetto no" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/01/ma-lovetto-no/161371/" target="_blank">Ma l’ovetto no</a></strong>”.</p>
<p>Articolo nel quale racconta che “Bartolo è un giovane di 23 anni e fa il pescatore a Sant’Agata di Militello, provincia di Messina. L’altro giorno è stato arrestato dai carabinieri, perché colto in flagrante mentre prelevava sette pietre dal lungomare e le caricava su un furgone per fissare le sue reti da pesca sul fondale marino. Tradotto in caserma, vi ha trascorso la notte, in attesa del processo per direttissima”.</p>
<p><strong>E poi:</strong> “Qualche giorno dopo, a Taranto, si apriva il processo a Donato, un ragazzo di 20 anni, imputato per il furto di un ovetto Kinder in un chiosco di dolciumi e per le ingiurie rivolte al venditore. Prelevato dai carabinieri e interrogato alle 2 di notte, Donato è finito sotto processo perché il venditore pretendeva 1600 euro per chiudere la faccenda”.</p>
<p><strong>E ancora: </strong>“Domenica abbiamo raccontato la storia del giovane etiope rinviato a giudizio per aver colto qualche fiore di oleandro in un parco di Roma. Ieri, sul Corriere, Luigi Ferrarella ricordava altri tragicomici precedenti. <strong>Il processo a Milano contro un tizio imputato di truffa per aver scroccato una telefonata da 0,28 euro. E quello contro due malviventi sorpresi a fare da palo a una terribile banda dedita al furto di alcuni sacchi della spazzatura in una bocciofila. </strong>Ma anche i 169 ricorsi presentati in Cassazione da altrettanti utenti Enel (avanguardie di un esercito di 60mila persone) che chiedono un risarcimento di un euro a testa”.</p>
<p><strong>Fin qui i fatti. Poi le considerazioni:</strong> “Basta raffrontare l’entità dei reati con i costi del processo (indagini della polizia giudiziaria e del pm, un giudice per la convalida del fermo, un gup per l’udienza preliminare, uno o tre giudici più un pm per il primo grado, tre giudici più un pg per l’appello, cinque giudici più un pg più un cancelliere per la Cassazione, con l’aggiunta di cancellieri ed eventuali periti) per rabbrividire. <strong>O per sbertucciare la magistratura, che obbedisce semplicemente a leggi sempre più folli o infami”.</strong></p>
<p>La morale è scontata: “Eppure, sui giornali e in tv, si continua a dipingere una giustizia che trascura i veri criminali per colpire i reati dei politici (ovviamente inventati). Ora Napolitano ricorda che “in passato un leader separatista fu arrestato”. <strong>Non sappiamo se si riferisca anche ai leghisti a suo tempo imputati a Verona per le camicie verdi (e armate) della “Guardia nazionale padana</strong>”. Il processo s’è estinto perché l’anno scorso – come denunciò il Fatto nel silenzio generale, anche del Quirinale –<strong> il ministro Calderoli depenalizzò il reato di “associazione militare a scopo politico” con un codicillo nascosto in un decreto omnibus</strong>.</p>
<p>Da allora, per mandare in fumo un processo che all’inizio vedeva imputati anche i ministri Bossi, Maroni e naturalmente Calderoli, chi fonda bande paramilitari fuorilegge non commette reato. Chi invece ruba un fiore, o una pietra, o un ovetto per te, è un delinquente. Ma solo perché nessun ministro ha ancora rubato fiori, pietre e ovetti. Non resta che aspettare, fiduciosi.</p>
<p>Qualcuno pensa che il mastino Marco abbia torto?</p>
<p><strong>Arnaldo Sassi</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Marini, Allegrini cosa aspettate a mollare Berlusconi?</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 15:55:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[- Tra le tante riflessioni che mi suscita il declino politico e umano di Silvio Berlusconi mi colpisce molto quella riguardante il profilo psicologico, individuale e collettivo, al quale sta inducendo gli italiani. L’imprenditore di successo, l’uomo della vitalità, della gioia e dell’ottimismo li sta infatti consegnando, col suo protagonismo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_731" style="width: 236px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/11/de_nardo_valerio.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g730]"><img class="size-medium wp-image-731" title="Valerio De Nardo" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/11/de_nardo_valerio-226x300.jpg" alt="" width="226" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Valerio De Nardo</p>
</div>
<p>- Tra le tante riflessioni che mi suscita il declino politico e umano di Silvio Berlusconi mi colpisce molto quella riguardante il profilo psicologico, individuale e collettivo, al quale sta inducendo gli italiani.</p>
<p><strong>L’imprenditore di successo, l’uomo della vitalità, della gioia e dell’ottimismo li sta infatti consegnando, col suo protagonismo testardo e straripante, ad un umore cupo, timoroso, pessimista, costringendoli a guardare al futuro come a un orizzonte fatto di grandi incertezze e difficoltà.</strong></p>
<p>Il berlusconismo ha segnato profondamente l’immaginario degli ultimi decenni italiani dissolvendo vecchie certezze, frantumando i corpi sociali intermedi, esaltando l’individuo consumatore. E’ noto che un testo prediletto dal cavaliere di Arcore è “L’elogio della follia” di Erasmo da Rotterdam: ma dove è oggi quella carica visionaria, quella fantasia guizzante che dalle case di Milano 2 alle televisioni commerciali, dal Milan a Forza Italia fino al predellino ha segnato la sua storia?</p>
<p>Nel bel documentario “Silvio forever” non mancano gli aspetti duri della sua vicenda umana e politica, fino agli scandali sessuali, ma ne esce fuori il ritratto di un uomo che ci sa fare, simpatico e ottimista. Oggi, al termine di quella parabola, ci rimane l’immagine triste di un vecchio alla ricerca disperata del simulacro della sua gioventù, mentre il cupio dissolvi della sua fine politica è segnata da un governo non più in grado di svolte decisive, prigioniero della sua debolezza e squalificato sul piano internazionale.</p>
<p>Non resta che staccare la famosa spina: ma qui non vorrei che il vecchio riflesso d’ordine degli uomini cresciuti nel Pci inducesse il presidente della Repubblica a frenare in vista di una qualche incertezza che il clima elettorale possa generare. Non c’è tempo da perdere!</p>
<p><strong>Finanche editorialisti come Sergio Romano e Ernesto Galli Della Loggia, il simbolo stesso della pubblicistica moderata, hanno “mollato gli ormeggi” e chiedono ai parlamentari della maggioranza di dare un segno di responsabilità. Anche Confindustria ha dato il benservito a questo governo: attendere oltre non può che logorare ulteriormente la situazione e farci rischiare seriamente un avvitamento economico e sociale, da cui potrebbe essere difficile per molti uscirne indenni.</strong></p>
<p>Sindaco Marini, senatrice Allegrini, non pensate che le elettrici e gli elettori della Tuscia ricorderanno questo vostro indugiare? O pensate che il Capo sarà ancora in grado di garantire posti in un nuovo parlamento-porcellum e tanto basta? La fedeltà a Berlusconi è più importante della lealtà verso la nazione? Volete bere fino in fondo l’amaro calice di questo declino che si sta compiendo? Perché non scrivere un capitolo nuovo in questa autobiografia della nazione?</p>
<p>Valerio De Nardo</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Quando Tecchi faceva lobby territoriale&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 17:34:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[- Molto prima di Marcello Meroi, a cercare un accordo con gli orvietani e i civitavecchiesi, ci aveva provato Bonaventura Tecchi, anche lui amministratore della provincia dal 1944 al 1951. Addirittura, l’obiettivo era quello di “ricostituire l’antica regione Tuscia Romana con Viterbo capoluogo” attraverso un’apposita norma costituzionale e Tecchi, per [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_559" style="width: 208px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/04/trappolinirenzo230.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g585]"><img class="size-medium wp-image-559" title="trappolinirenzo230" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/04/trappolinirenzo230-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Renzo Trappolini</p>
</div>
<p>- Molto prima di Marcello Meroi, a cercare un accordo con gli orvietani e i civitavecchiesi, ci aveva provato Bonaventura Tecchi, anche lui amministratore della provincia dal 1944 al 1951.</p>
<p>Addirittura, l’obiettivo era quello di “<strong>ricostituire l’antica regione Tuscia Romana con Viterbo capoluogo</strong>” attraverso un’apposita norma costituzionale e Tecchi, per il riconosciuto prestigio europeo di germanista e scrittore, fu incaricato di fare lobby – direbbe Meroi – sull’assemblea costituente che aveva in elaborazione l’articolo 131 (ora 123), quello con l’elenco delle Regioni italiane.</p>
<p>Le difficoltà non mancarono, a cominciare dalla irritazione di Orvieto “per le resistenze incontrate al comune di Civitavecchia” e per un lamentato disinteresse di Viterbo “<strong>a mantenere la sede di alcuni pubblici uffici</strong>” nella città del Duomo.</p>
<p>Non se ne fece niente, nonostante innumerevoli iniziative per “sostenere che la Capitale deve essere staccata dalla regione e rimanere Metropoli” e la esplicita delibera del 18 marzo 1947 dalla deputazione viterbese di “associarsi alle tesi di Frosinone di creare nel Lazio una regione al nord (la Tuscia) e una al sud”.</p>
<p>Niente di più attuale a 64 anni di distanza, con Roma Capitale che il 23 febbraio riunirà gli stati generali e la riforma federale la quale, per essere efficiente, non potrà non considerare che, <strong>per le modifiche intervenute nella economia e nella demografia del paese, l’elenco delle regioni dell’art. 123 della Costituzione richiede opportuni ripensamenti.</strong></p>
<p>L’avvio soft degli incontri con Civitavecchia e il Ternano va bene, ma in ottica alta, avendo a mente, cioè, possibili riforme nella ottimizzazione economica delle istituzioni territoriali del Paese.</p>
<p>Con la speranza, peraltro, di una propositività autonoma nelle scelte di sviluppo e non a ricasco.</p>
<p>Perché preoccupa sentire dalla presidente Polverini che “<strong>l’aeroporto a Viterbo si farà perché Ciampino deve chiudere&#8230; in quanto, in un contesto così urbanizzato come questo, non può esserci un aeroporto</strong>”. Salvo che la stessa presidente non ipotizzi, per lo scalo viterbese, una localizzazione diversa da quella di cui si parla e che non è lontana dal “contesto” urbano cittadino.</p>
<p>Magari, essendo stata informata delle proposte di Moscherini e Mazzola.<br />
A prescindere, comunque, dagli irrisolti aspetti finanziari e dalle “lontananze competitive” di Alitalia e Rynair. Seppure a bordo campo.</p>
<p><strong>Renzo Trappolini<br />
</strong></p>
<hr />
<p><strong>Provincia </strong>- Il presidente Meroi insieme alle province di Terni, Orvieto e Civitavecchia<br />
<a href="http://www.tusciaweb.it/notizie/2011/febbraio/18_15meroi.htm" target="_top"><strong>&#8220;Una lobby per gli interessi del territorio&#8221;</strong><br />
</a>Viterbo &#8211; 18 febbraio 2011 &#8211; ore 12,50</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>E Marini lo ringrazia pure</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 17:31:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cgaleotti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[- Però, bravi quei quattro profeti disarmati, Chiricozzi, La Malfa, Pillon e Traini. Quando nessuno avrebbe scommesso sulla riattivazione della Civitavecchia Orte, gettata al macero dalle Ferrovie dello Stato senza troppi drammi locali, hanno cominciato a scrivere e le lettere sono servite. Infatti, l’Interporto, l’Autorità portuale, la Regione le hanno lette [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_559" style="width: 208px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/04/trappolinirenzo230.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g583]"><img class="size-medium wp-image-559" title="trappolinirenzo230" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/04/trappolinirenzo230-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Renzo Trappolini</p>
</div>
<p>- Però, bravi quei quattro profeti disarmati, Chiricozzi, La Malfa, Pillon e Traini.</p>
<p>Quando nessuno avrebbe scommesso sulla riattivazione della Civitavecchia Orte, gettata al macero dalle Ferrovie dello Stato senza troppi drammi locali, hanno cominciato a scrivere e le lettere sono servite.</p>
<p>Infatti, <strong>l’Interporto, l’Autorità portuale, la Regione le hanno lette e l’Ue ha messo mano al portafogli</strong>, perché quella piccola ferrovia a un binario è da considerare nel corridoio Berlino-Palermo.</p>
<p>Gli stessi “quattro”, poi, dato che sanno “leggere” la rete delle stazioni e le curve dei binari, pensano che il sud della provincia possa essere collegato su ferro utilizzando le attuali tre ferrovie. Chiricozzi, La Malfa, Pillon e Traini vogliono discuterne il 18 marzo prossimo a Capranica.</p>
<p>Chi si farà ascoltare?<strong> Cose da dire e risposte da dare ce ne sono, specie dopo che il ministro Matteoli, risentiti a fine gennaio i vertici di Regione, Comune e Provincia di Viterbo, ha “disposto un incontro con Anas e Fs </strong>per mettere a punto gli impegni relativi al collegamento ferroviario e all’avvio dei lavori della Orte Civitavecchia” per poi interessare il Cipe al finanziamento della mobilità “funzionale per l‘aeroporto e le metropolitane di Roma”.</p>
<p>Visto il<strong> lavoro già fatto in cabina di regia, la definizione dei progetti Anas e Fs non dovrebbe comportare tempi lunghi e il 18 marzo sarebbe una data utile magari per capire il significato delle parole “avvio” per la trasversale</strong> (tutto pronto per la ventina di chilometri che mancano?) e “prioritario”, riferito dal governo all’aeroporto (prioritario per chi, per qualche giudice o per l’Europa che potrebbero irrompere in difesa di polmoni e orecchie degli abitanti di Ciampino?) .</p>
<p>Chissà.<strong> Immaginare e parlare, comunque, non costa, si può fare.</strong> Realizzare sarà un po’ più complicato perché invece “costa” e se i soldi pubblici non sembrano esserci, quelli privati rendono meglio a Fiumicino e Maccarese.</p>
<p>Dato che ci siamo, vale la pena anche aspettare, per il 18 marzo a Capranica, la risposta all’interrogazione parlamentare sul “punto di attuazione del progetto di raddoppio della Cassia da Monterosi a Viterbo”. In pratica, se c’è almeno il progetto. L’ha chiesto a Matteoli un deputato che è stato “eletto” in Abruzzo e il deputato “eletto” a Viterbo, Marini, lo ha ringraziato. Davvero.</p>
<p><strong>Renzo Trappolini</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>E&#8217; solo guerra&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 17:27:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[- C’è perfino chi sibila: “Ora anche l’aereonautica ha la sua guerra, dopo la marina in Libano e l’esercito in Afghanistan”. Missioni di pace ma con bombe, missili e simili, cioè guerra. Ora contro la Libia, per difendere chi, non si è capito, dal momento che tra Benghasi e Tripoli pare [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_559" style="width: 208px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/04/trappolinirenzo230.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g581]"><img class="size-medium wp-image-559" title="trappolinirenzo230" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/04/trappolinirenzo230-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Renzo Trappolini</p>
</div>
<p>- C’è perfino chi sibila: “Ora anche l’aereonautica ha la sua guerra, dopo la marina in Libano e l’esercito in Afghanistan”.</p>
<p>Missioni di pace ma con bombe, missili e simili, cioè guerra.</p>
<p>Ora contro la Libia, per difendere chi, <strong>non si è capito, dal momento che tra Benghasi e Tripoli pare trattarsi di guerra civile, anzi di guerra per bande, le tribù che si dividono il controllo del territorio da sempre e che Gheddafi ha ricondotto</strong>, facendo da minimo comun denominatore, dentro un’espressione algebrica di senso compiuto, se, da più di quaranta anni, lui “è la Libia” per le nazioni democratiche e non del Pianeta.</p>
<p>A che e a chi serve la guerra? Ci saranno pure dei rivoltosi in buona fede con sensibilità da partigiani, ma son loro che decidono? E con chi altri, se Gheddafi dovesse soccombere, si dovrà trattare? Con quanti altri?<strong>Piuttosto, saremo noi a trattare o la corsa è a chi prenderà il nostro posto nei flussi commerciali e finanziari con un paese potenzialmente straricco?</strong></p>
<p>Fa tutto parte di una strategia che mira a “destabilizzare”, come si diceva una volta, cioè a far venir meno i riferimenti certi nell’area del Mediterraneo?</p>
<p>A ben vedere, sembra esserci una regia che negli ultimi mesi ha messo in subbuglio la governance di tutti i paesi nostri dirimpettai, dall’Albania, alla Tunisia, al Marocco, alla Libia, senza tralasciare le bombe dei debiti sovrani, quelli degli stati, che hanno tramortito la Grecia e portato vicino al collasso Spagna e Portogallo.</p>
<p><strong>Con la Germania disponibile ad accollarsi un po&#8217; di debiti degli stati scialacquoni, però, alle sue condizioni, un atteggiamento, questo, che sembrava preludere alla fine dell’Europa economica </strong>(perché quella politica non c’è ancora), con l’euro a due velocità, una mitteleuropea, franco tedesca e forte, ed una mediterranea più debole.</p>
<p>Mai pensando che dalla Francia e dall’Inghilterra spirassero improvvisi più forti venti, quelli di guerra, con fuga in solitaria e isolamento proprio della Germania. Che sta succedendo?</p>
<p>Bene che vadano le cose, l’Europa unita sarà meno unita e – se la politica delle amicizie particolari non riuscirà, attraverso Putin, almeno a recuperare quanto si perde con Gheddafi e non si riprenderà a fare la politica estera con la diplomazia, come una volta – l’Italia troverà meno fiducia sui mercati e il debito pubblico in cui siamo primi potrà scaraventarci là dove la Grecia è.</p>
<p><strong>Non è allarmismo, è il minimo che ci si può attendere, se la possibile telefonata di Berlusconi a Putin e quelle del leader russo alla Cina, alla Merkel, alle Leghe arabe, all’India non ricondurranno tutti alla ragione.</strong> Che è quella di giocare a carte scoperte.</p>
<p>Cioè, se di interventi militari per ragioni umanitarie si tratta, perché non si è agito contro la Russia per i ceceni, contro la Cina per i tibetani, contro l’Arabia per gli yemeniti e via elencando i popoli sotto dittatura e insieme ricchi di materie prime? Ce n’è per tutti. Tanto vale cercare compromessi dignitosi.</p>
<p>Intanto, l<strong>’africanizzazione di Lampedusa aiuta l’aumento di quell’81% di connazionali pessimisti come di quel terzo che considera una “sfortuna” vivere qui </strong>e, mentre continuano i festeggiamenti per i 150 anni del Regno d’Italia, gli italiani al 67,5% sono convinti di vivere in un paese “diviso”, frontiera di un’ Europa che lo è altrettanto.</p>
<p>Che bella primavera!</p>
<p><strong>Renzo Trappolini</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Se lo dice Schifani&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 17:25:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cgaleotti]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_559" style="width: 208px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/04/trappolinirenzo230.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g579]"><img class="size-medium wp-image-559" title="trappolinirenzo230" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/04/trappolinirenzo230-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Renzo Trappolini</p>
</div>
<p>- Non può essere di routine l’approvazione del presidente del Senato agli obiettivi viterbesi: terme, Cassia, ferrovia, trasversale e queste due ultime definite veloce la prima e funzionale al sistema aeroportuale l’altra.</p>
<p>Ambedue, perciò, dipendenti <strong>dall’inciso ”Certamente l’aeroporto”, che, detto dalla seconda autorità della Repubblica, è credibile per definizione, perché il rappresentante del primo ramo del parlamento non parla così senza aver sentito il Governo</strong> e garantendo che il Senato da lui presieduto legiferi di conseguenza, in caso di necessità.</p>
<p>Segnale significativo dunque e merito a Giulio Marini, sindaco deputato, per aver messo a frutto le relazioni con Schifani di quando era con lui senatore in Forza Italia. <strong>Insieme, però, doverosa attenzione dei cittadini – fiduciosi ma non sprovveduti &#8211; per capire se, quando e come ci sarà il “fine lavori”.</strong></p>
<p>Il fatto, comunque, sembra qualcosa in più rispetto a un’altra solenne approvazione ricevuta addirittura da Garibaldi quando l’eroe dei due mondi, 140 anni fa, venne in città a inaugurare il monumento di Pio Fedi ai caduti per la redenzione d’Italia.</p>
<p>Anche questo, come altre opere pubbliche (comprese quelle di cui sopra), &#8220;era ancora da farsi e s’inaugurò l’idea figurata in un disegno sovra cartone&#8221;, scrisse Alberto Mario nella cronaca ripubblicata nel 1982 dal professor Agostino Grattarola.</p>
<p><strong>A Garibaldi, costretto dai malanni a entrare in Palazzo dei Priori in lettiga, fu offerto un banchetto con mille invitati e cento camerieri nel bosco dei cappuccini.</strong></p>
<p>“Alla terza portata, il presidente della società operaia, dopo aver parlato contro l’influsso deleterio dei preti, raccomandò di interporre l’autorità sua a favore della via ferrata sospirata dai viterbesi..”.</p>
<p>Era l’8 maggio 1871 e l’eroe, prima di andare a visitare le terme, “approvò, conducendo poscia il discorso intorno ai preti&#8230; impostori&#8230; i preti di ogni religione”.</p>
<p>Avrà forse avuto invidia di Pio IX, che era riuscito a far costruire la ferrovia Roma-Civitavecchia in soli tre anni con l’astuzia dei preti,<strong>“senza concorso del governo” e in project financing affidato ad una società spagnola privata ma con buoni appoggi nella famiglia reale di Madrid</strong>.</p>
<p>Sarà per questo che Renato Schifani, rappresentante dello stato nato dal risorgimento laico, ha pensato di iniziare il suo discorso in comune richiamando quanto detto a Valle Faul da Benedetto XVI, successore di quel Pio IX che a Viterbo fu “papa re”.</p>
<p><strong>Renzo Trappolini</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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