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	<title>Rivoluzione Liberale &#187; berlusconi</title>
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		<title>La prescrizione non salva solo Berlusconi</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 17:08:28 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_824" style="width: 225px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2012/03/berlu.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g823]"><img class="size-full wp-image-824" title="Silvio Berlusconi" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2012/03/berlu.jpg" alt="" width="215" height="150" /></a>
<p class="wp-caption-text">Silvio Berlusconi</p>
</div>
<p>- Giornalisti sicuramente molto più autorevoli del sottoscritto hanno commentato ieri la sentenza del tribunale di Milano sul processo Mills, <strong>terminato in gloria per prescrizione</strong>.</p>
<p>Io pertanto, non voglio sovrappormi a chi è sicuramente più preparato di me – semplice cronista di campagna – nell’affrontare certi argomenti,<strong>ma fare un modesto ragionamento da cittadino comune</strong>, partendo da quei principi sacrosanti che sono scritti nella nostra Costituzione (ad esempio, la legge è uguale per tutti) <strong>per arrivare a quei canoni di correttezza e di onestà che sin da piccolo mi ha insegnato mio padre</strong>.</p>
<p><strong>Ebbene, io credo che in uno Stato civile chi commette un reato debba essere punito.</strong>Naturalmente dopo un giusto processo, dove i giudici abbiano modo di valutare le ragioni dell’accusa e della difesa. Tale ovvietà, a mio avviso, vale ancor di più quando si tratta di pubblici amministratori, <strong>ovverosia di persone che i cittadini hanno scelto per governare il bene collettivo</strong>.</p>
<p>E questo dovrebbe valere sia per chi sta al Governo nazionale, sia in quelli regionali, provinciali e comunali. <strong>Perché chi si propone come uomo pubblico ha sicuramente qualche dovere di trasparenza in più rispetto alla gente comune.</strong></p>
<p>Nella speranza che su questo concetto siamo tutti d’accordo (almeno credo), ecco che la sentenza di prescrizione per Berlusconi è – comunque la si pensi –<strong>una sconfitta dello Stato civile e una sconfitta per tutta la comunità</strong>, che non saprà mai se l’ex premier si sia macchiato o meno di un reato gravissimo come quello della corruzione.</p>
<p>E lo è ancor più se si analizzano i fatti alla luce di quanto accaduto negli ultimi anni, <strong>nel corso dei quali il Parlamento ha approvato leggi che accorciavano la prescrizione, ma che consentivano comunque di allungare i processi</strong>.</p>
<p>I fans berlusconiani saranno subito pronti nel dire che queste motivazioni sono tipiche dei nemici dell’ex premier, che volevano la sua fine per via giudiziaria, essendo impotenti su quella del consenso. Attenzione però, perché il ragionamento è molto più complesso.</p>
<p><strong>La prescrizione, così come è concepita oggi, ha sicuramente due effetti deleteri</strong>. <strong>Il primo</strong>, che comunque avvantaggia chi è accusato di aver commesso un qualsiasi reato a danno di chi ne è rimasto vittima. <strong>Il secondo</strong>, che genera una giustizia a due velocità, <strong>divisa tra chi può permettersi di pagare bravi avvocati</strong> (molti dei quali sono maestri nel trovare tutti gli escamotage possibili e immaginabili per tirare il processo per le lunghe)<strong> e chi no.</strong></p>
<p><strong></strong>Sicché alla fine rischia maggiormente di andare in galera chi magari ha rubato una confezione di bistecche al supermercato (per non parlare di quei poveri derelitti accusati del reato di clandestinità),<strong> che colui che ha commesso reati come pubblico amministratore.</strong></p>
<p>Del resto, se uno è scettico su queste considerazioni, può trovare la controprova su quanto avviene nel resto d’Europa: in Francia, in Spagna, in Germania, in Inghilterra, il principio della prescrizione cessa nel momento in cui comincia il processo penale. <strong>A quel punto l’imputato è sicuro che ci sarà una sentenza e potrà solo difendersi nel processo, come dettano le regole.</strong></p>
<p>E allora, lasciamo stare per un attimo Berlusconi e puntiamo l’attenzione su Viterbo, dove sono in corso vari procedimenti che riguardano reati contro la pubblica amministrazione: <strong>il processo sulle mense, quello sul Cev e l’inchiesta sulla Asl (per la quale si deve ancora decidere il rinvio a giudizio)</strong>. Tutti casi in cui sono coinvolti pubblici amministratori viterbesi, ma che rischiano appunto di finire nel nulla (almeno i primi due) per la prescrizione. Ebbene, vi sembra da Paese civile non sapere mai se quelle persone – che oggi sono soltanto indagate – siano colpevoli o innocenti?</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Arnaldo Sassi</strong></p>
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		<title>Marini, Allegrini cosa aspettate a mollare Berlusconi?</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 15:55:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cgaleotti]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[L'Analisi]]></category>
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		<category><![CDATA[marini]]></category>
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		<description><![CDATA[- Tra le tante riflessioni che mi suscita il declino politico e umano di Silvio Berlusconi mi colpisce molto quella riguardante il profilo psicologico, individuale e collettivo, al quale sta inducendo gli italiani. L’imprenditore di successo, l’uomo della vitalità, della gioia e dell’ottimismo li sta infatti consegnando, col suo protagonismo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_731" style="width: 236px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/11/de_nardo_valerio.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g730]"><img class="size-medium wp-image-731" title="Valerio De Nardo" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/11/de_nardo_valerio-226x300.jpg" alt="" width="226" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Valerio De Nardo</p>
</div>
<p>- Tra le tante riflessioni che mi suscita il declino politico e umano di Silvio Berlusconi mi colpisce molto quella riguardante il profilo psicologico, individuale e collettivo, al quale sta inducendo gli italiani.</p>
<p><strong>L’imprenditore di successo, l’uomo della vitalità, della gioia e dell’ottimismo li sta infatti consegnando, col suo protagonismo testardo e straripante, ad un umore cupo, timoroso, pessimista, costringendoli a guardare al futuro come a un orizzonte fatto di grandi incertezze e difficoltà.</strong></p>
<p>Il berlusconismo ha segnato profondamente l’immaginario degli ultimi decenni italiani dissolvendo vecchie certezze, frantumando i corpi sociali intermedi, esaltando l’individuo consumatore. E’ noto che un testo prediletto dal cavaliere di Arcore è “L’elogio della follia” di Erasmo da Rotterdam: ma dove è oggi quella carica visionaria, quella fantasia guizzante che dalle case di Milano 2 alle televisioni commerciali, dal Milan a Forza Italia fino al predellino ha segnato la sua storia?</p>
<p>Nel bel documentario “Silvio forever” non mancano gli aspetti duri della sua vicenda umana e politica, fino agli scandali sessuali, ma ne esce fuori il ritratto di un uomo che ci sa fare, simpatico e ottimista. Oggi, al termine di quella parabola, ci rimane l’immagine triste di un vecchio alla ricerca disperata del simulacro della sua gioventù, mentre il cupio dissolvi della sua fine politica è segnata da un governo non più in grado di svolte decisive, prigioniero della sua debolezza e squalificato sul piano internazionale.</p>
<p>Non resta che staccare la famosa spina: ma qui non vorrei che il vecchio riflesso d’ordine degli uomini cresciuti nel Pci inducesse il presidente della Repubblica a frenare in vista di una qualche incertezza che il clima elettorale possa generare. Non c’è tempo da perdere!</p>
<p><strong>Finanche editorialisti come Sergio Romano e Ernesto Galli Della Loggia, il simbolo stesso della pubblicistica moderata, hanno “mollato gli ormeggi” e chiedono ai parlamentari della maggioranza di dare un segno di responsabilità. Anche Confindustria ha dato il benservito a questo governo: attendere oltre non può che logorare ulteriormente la situazione e farci rischiare seriamente un avvitamento economico e sociale, da cui potrebbe essere difficile per molti uscirne indenni.</strong></p>
<p>Sindaco Marini, senatrice Allegrini, non pensate che le elettrici e gli elettori della Tuscia ricorderanno questo vostro indugiare? O pensate che il Capo sarà ancora in grado di garantire posti in un nuovo parlamento-porcellum e tanto basta? La fedeltà a Berlusconi è più importante della lealtà verso la nazione? Volete bere fino in fondo l’amaro calice di questo declino che si sta compiendo? Perché non scrivere un capitolo nuovo in questa autobiografia della nazione?</p>
<p>Valerio De Nardo</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Berlusconi e il Voto</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 07:30:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cgaleotti]]></dc:creator>
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