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	<title>Rivoluzione Liberale &#187; trappolini</title>
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		<title>Distretto culturale? Speriamo bene&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 17:41:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[- Una buona notizia. Il presidente della provincia, Marcello Meroi, starebbe lavorando ad un’ipotesi di politica comune (“distretto culturale”) nei territori dell’antica Tuscia Meridionale, da Viterbo a Grosseto, a Orvieto. Ad un metodo e procedure – è da credere &#8211; che impegnino le amministrazioni pubbliche interessate alla definizione congiunta di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_559" style="width: 208px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/04/trappolinirenzo230.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g590]"><img class="size-medium wp-image-559" title="trappolinirenzo230" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/04/trappolinirenzo230-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Renzo Trappolini</p>
</div>
<p>- Una buona notizia.</p>
<p><strong>Il presidente della provincia, Marcello Meroi, starebbe lavorando ad un’ipotesi di politica comune (“distretto culturale”) nei territori dell’antica Tuscia Meridionale, da Viterbo a Grosseto, a Orvieto.</strong></p>
<p>Ad un metodo e procedure – è da credere &#8211; che impegnino le amministrazioni pubbliche interessate alla definizione congiunta di obiettivi, pianificazione degli interventi, ottimizzazione delle risorse proprie e rafforzamento dei titoli e modi per ottenere finanza esterna.</p>
<p>Ambito prescelto, le iniziative culturali nell’ottica, pare di capire, della loro finalizzazione alla qualificazione dell’offerta turistica.</p>
<p><strong>Impostazione giusta sia per le potenzialità proprie e sostanzialmente identitarie dei territori in termini di offerta presente e futura (l’allungamento della vita e gli anni “a disposizione” dopo il periodo lavorativo, il tempo libero e la mobilità facile incrementano la domanda culturale e quella della ricerca di benessere fisico ambientale ed intellettuale).<br />
</strong></p>
<p>Sia per la possibilità di far scorrere in parallelo all’offerta della Capitale un package specifico, distinto e forte che può con essa integrarsi ma, comunque, avere prospettive di successo autonome.</p>
<p>Sia, inoltre, per attuare, in ambito culturale-turistico, una economia di filiera che sostenga e potenzi &#8211; coordinandole e assistendole in particolare nel marketing e nei servizi accentrabili – la crescita delle aziende e delle numerose organizzazioni profit.</p>
<p><strong>Naturalmente, il progetto &#8211; che non potrà non estendersi al nord della provincia di Roma, a partire da Civitavecchia e dall’etrusca Cerveteri &#8211; avrà tanto più successo quanto più coinvolgerà, con i decisori pubblici, le imprese private.<br />
</strong></p>
<p>Sembra, dunque, l’avvio di un’attività amministrativa collocata nella ineludibile visione di una politica locale che sa fare i conti con la potenza di fuoco della futura Città metropolitana e di Roma capitale, muovendosi nella logica dei e cogliendo gli aspetti positivi dei Distretti industriali.</p>
<p><strong>L’augurio è che nella scelta degli strumenti che il diritto amministrativo mette a disposizione si scelgano quelli che meno diano luogo a complicazioni, compresi i problemi spartitori di incarichi (spesso tanto numerosi quanto inefficienti).<br />
</strong></p>
<p>Convenzioni, associazioni fra province con capofilati per settori (vedi il positivo esempio dei Sistemi culturali del lago di Bolsena)…<br />
Chissà.</p>
<p>Intanto, bene e, speriamo, meglio.</p>
<p><strong>Renzo Trappolini</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Distretto culturale? Speriamo bene&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 17:38:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[- Una buona notizia. Il presidente della provincia, Marcello Meroi, starebbe lavorando ad un’ipotesi di politica comune (“distretto culturale”) nei territori dell’antica Tuscia Meridionale, da Viterbo a Grosseto, a Orvieto. Ad un metodo e procedure – è da credere &#8211; che impegnino le amministrazioni pubbliche interessate alla definizione congiunta di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_559" style="width: 208px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/04/trappolinirenzo230.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g588]"><img class="size-medium wp-image-559" title="trappolinirenzo230" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/04/trappolinirenzo230-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Renzo Trappolini</p>
</div>
<p>- Una buona notizia.</p>
<p><strong>Il presidente della provincia, Marcello Meroi, starebbe lavorando ad un’ipotesi di politica comune (“distretto culturale”) nei territori dell’antica Tuscia Meridionale, da Viterbo a Grosseto, a Orvieto.</strong></p>
<p>Ad un metodo e procedure – è da credere &#8211; che impegnino le amministrazioni pubbliche interessate alla definizione congiunta di obiettivi, pianificazione degli interventi, ottimizzazione delle risorse proprie e rafforzamento dei titoli e modi per ottenere finanza esterna.</p>
<p>Ambito prescelto, le iniziative culturali nell’ottica, pare di capire, della loro finalizzazione alla qualificazione dell’offerta turistica.</p>
<p><strong>Impostazione giusta sia per le potenzialità proprie e sostanzialmente identitarie dei territori in termini di offerta presente e futura (l’allungamento della vita e gli anni “a disposizione” dopo il periodo lavorativo, il tempo libero e la mobilità facile incrementano la domanda culturale e quella della ricerca di benessere fisico ambientale ed intellettuale).<br />
</strong></p>
<p>Sia per la possibilità di far scorrere in parallelo all’offerta della Capitale un package specifico, distinto e forte che può con essa integrarsi ma, comunque, avere prospettive di successo autonome.</p>
<p>Sia, inoltre, per attuare, in ambito culturale-turistico, una economia di filiera che sostenga e potenzi &#8211; coordinandole e assistendole in particolare nel marketing e nei servizi accentrabili – la crescita delle aziende e delle numerose organizzazioni profit.</p>
<p><strong>Naturalmente, il progetto &#8211; che non potrà non estendersi al nord della provincia di Roma, a partire da Civitavecchia e dall’etrusca Cerveteri &#8211; avrà tanto più successo quanto più coinvolgerà, con i decisori pubblici, le imprese private.<br />
</strong></p>
<p>Sembra, dunque, l’avvio di un’attività amministrativa collocata nella ineludibile visione di una politica locale che sa fare i conti con la potenza di fuoco della futura Città metropolitana e di Roma capitale, muovendosi nella logica dei e cogliendo gli aspetti positivi dei Distretti industriali.</p>
<p><strong>L’augurio è che nella scelta degli strumenti che il diritto amministrativo mette a disposizione si scelgano quelli che meno diano luogo a complicazioni, compresi i problemi spartitori di incarichi (spesso tanto numerosi quanto inefficienti).<br />
</strong></p>
<p>Convenzioni, associazioni fra province con capofilati per settori (vedi il positivo esempio dei Sistemi culturali del lago di Bolsena)…<br />
Chissà.</p>
<p>Intanto, bene e, speriamo, meglio.</p>
<p><strong>Renzo Trappolini</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Quando Tecchi faceva lobby territoriale&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 17:34:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[- Molto prima di Marcello Meroi, a cercare un accordo con gli orvietani e i civitavecchiesi, ci aveva provato Bonaventura Tecchi, anche lui amministratore della provincia dal 1944 al 1951. Addirittura, l’obiettivo era quello di “ricostituire l’antica regione Tuscia Romana con Viterbo capoluogo” attraverso un’apposita norma costituzionale e Tecchi, per [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_559" style="width: 208px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/04/trappolinirenzo230.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g585]"><img class="size-medium wp-image-559" title="trappolinirenzo230" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/04/trappolinirenzo230-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Renzo Trappolini</p>
</div>
<p>- Molto prima di Marcello Meroi, a cercare un accordo con gli orvietani e i civitavecchiesi, ci aveva provato Bonaventura Tecchi, anche lui amministratore della provincia dal 1944 al 1951.</p>
<p>Addirittura, l’obiettivo era quello di “<strong>ricostituire l’antica regione Tuscia Romana con Viterbo capoluogo</strong>” attraverso un’apposita norma costituzionale e Tecchi, per il riconosciuto prestigio europeo di germanista e scrittore, fu incaricato di fare lobby – direbbe Meroi – sull’assemblea costituente che aveva in elaborazione l’articolo 131 (ora 123), quello con l’elenco delle Regioni italiane.</p>
<p>Le difficoltà non mancarono, a cominciare dalla irritazione di Orvieto “per le resistenze incontrate al comune di Civitavecchia” e per un lamentato disinteresse di Viterbo “<strong>a mantenere la sede di alcuni pubblici uffici</strong>” nella città del Duomo.</p>
<p>Non se ne fece niente, nonostante innumerevoli iniziative per “sostenere che la Capitale deve essere staccata dalla regione e rimanere Metropoli” e la esplicita delibera del 18 marzo 1947 dalla deputazione viterbese di “associarsi alle tesi di Frosinone di creare nel Lazio una regione al nord (la Tuscia) e una al sud”.</p>
<p>Niente di più attuale a 64 anni di distanza, con Roma Capitale che il 23 febbraio riunirà gli stati generali e la riforma federale la quale, per essere efficiente, non potrà non considerare che, <strong>per le modifiche intervenute nella economia e nella demografia del paese, l’elenco delle regioni dell’art. 123 della Costituzione richiede opportuni ripensamenti.</strong></p>
<p>L’avvio soft degli incontri con Civitavecchia e il Ternano va bene, ma in ottica alta, avendo a mente, cioè, possibili riforme nella ottimizzazione economica delle istituzioni territoriali del Paese.</p>
<p>Con la speranza, peraltro, di una propositività autonoma nelle scelte di sviluppo e non a ricasco.</p>
<p>Perché preoccupa sentire dalla presidente Polverini che “<strong>l’aeroporto a Viterbo si farà perché Ciampino deve chiudere&#8230; in quanto, in un contesto così urbanizzato come questo, non può esserci un aeroporto</strong>”. Salvo che la stessa presidente non ipotizzi, per lo scalo viterbese, una localizzazione diversa da quella di cui si parla e che non è lontana dal “contesto” urbano cittadino.</p>
<p>Magari, essendo stata informata delle proposte di Moscherini e Mazzola.<br />
A prescindere, comunque, dagli irrisolti aspetti finanziari e dalle “lontananze competitive” di Alitalia e Rynair. Seppure a bordo campo.</p>
<p><strong>Renzo Trappolini<br />
</strong></p>
<hr />
<p><strong>Provincia </strong>- Il presidente Meroi insieme alle province di Terni, Orvieto e Civitavecchia<br />
<a href="http://www.tusciaweb.it/notizie/2011/febbraio/18_15meroi.htm" target="_top"><strong>&#8220;Una lobby per gli interessi del territorio&#8221;</strong><br />
</a>Viterbo &#8211; 18 febbraio 2011 &#8211; ore 12,50</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>E Marini lo ringrazia pure</title>
		<link>http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/2011/04/e-marini-lo-ringrazia-pure/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 17:31:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[- Però, bravi quei quattro profeti disarmati, Chiricozzi, La Malfa, Pillon e Traini. Quando nessuno avrebbe scommesso sulla riattivazione della Civitavecchia Orte, gettata al macero dalle Ferrovie dello Stato senza troppi drammi locali, hanno cominciato a scrivere e le lettere sono servite. Infatti, l’Interporto, l’Autorità portuale, la Regione le hanno lette [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_559" style="width: 208px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/04/trappolinirenzo230.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g583]"><img class="size-medium wp-image-559" title="trappolinirenzo230" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/04/trappolinirenzo230-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Renzo Trappolini</p>
</div>
<p>- Però, bravi quei quattro profeti disarmati, Chiricozzi, La Malfa, Pillon e Traini.</p>
<p>Quando nessuno avrebbe scommesso sulla riattivazione della Civitavecchia Orte, gettata al macero dalle Ferrovie dello Stato senza troppi drammi locali, hanno cominciato a scrivere e le lettere sono servite.</p>
<p>Infatti, <strong>l’Interporto, l’Autorità portuale, la Regione le hanno lette e l’Ue ha messo mano al portafogli</strong>, perché quella piccola ferrovia a un binario è da considerare nel corridoio Berlino-Palermo.</p>
<p>Gli stessi “quattro”, poi, dato che sanno “leggere” la rete delle stazioni e le curve dei binari, pensano che il sud della provincia possa essere collegato su ferro utilizzando le attuali tre ferrovie. Chiricozzi, La Malfa, Pillon e Traini vogliono discuterne il 18 marzo prossimo a Capranica.</p>
<p>Chi si farà ascoltare?<strong> Cose da dire e risposte da dare ce ne sono, specie dopo che il ministro Matteoli, risentiti a fine gennaio i vertici di Regione, Comune e Provincia di Viterbo, ha “disposto un incontro con Anas e Fs </strong>per mettere a punto gli impegni relativi al collegamento ferroviario e all’avvio dei lavori della Orte Civitavecchia” per poi interessare il Cipe al finanziamento della mobilità “funzionale per l‘aeroporto e le metropolitane di Roma”.</p>
<p>Visto il<strong> lavoro già fatto in cabina di regia, la definizione dei progetti Anas e Fs non dovrebbe comportare tempi lunghi e il 18 marzo sarebbe una data utile magari per capire il significato delle parole “avvio” per la trasversale</strong> (tutto pronto per la ventina di chilometri che mancano?) e “prioritario”, riferito dal governo all’aeroporto (prioritario per chi, per qualche giudice o per l’Europa che potrebbero irrompere in difesa di polmoni e orecchie degli abitanti di Ciampino?) .</p>
<p>Chissà.<strong> Immaginare e parlare, comunque, non costa, si può fare.</strong> Realizzare sarà un po’ più complicato perché invece “costa” e se i soldi pubblici non sembrano esserci, quelli privati rendono meglio a Fiumicino e Maccarese.</p>
<p>Dato che ci siamo, vale la pena anche aspettare, per il 18 marzo a Capranica, la risposta all’interrogazione parlamentare sul “punto di attuazione del progetto di raddoppio della Cassia da Monterosi a Viterbo”. In pratica, se c’è almeno il progetto. L’ha chiesto a Matteoli un deputato che è stato “eletto” in Abruzzo e il deputato “eletto” a Viterbo, Marini, lo ha ringraziato. Davvero.</p>
<p><strong>Renzo Trappolini</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>E&#8217; solo guerra&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 17:27:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[- C’è perfino chi sibila: “Ora anche l’aereonautica ha la sua guerra, dopo la marina in Libano e l’esercito in Afghanistan”. Missioni di pace ma con bombe, missili e simili, cioè guerra. Ora contro la Libia, per difendere chi, non si è capito, dal momento che tra Benghasi e Tripoli pare [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_559" style="width: 208px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/04/trappolinirenzo230.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g581]"><img class="size-medium wp-image-559" title="trappolinirenzo230" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/04/trappolinirenzo230-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Renzo Trappolini</p>
</div>
<p>- C’è perfino chi sibila: “Ora anche l’aereonautica ha la sua guerra, dopo la marina in Libano e l’esercito in Afghanistan”.</p>
<p>Missioni di pace ma con bombe, missili e simili, cioè guerra.</p>
<p>Ora contro la Libia, per difendere chi, <strong>non si è capito, dal momento che tra Benghasi e Tripoli pare trattarsi di guerra civile, anzi di guerra per bande, le tribù che si dividono il controllo del territorio da sempre e che Gheddafi ha ricondotto</strong>, facendo da minimo comun denominatore, dentro un’espressione algebrica di senso compiuto, se, da più di quaranta anni, lui “è la Libia” per le nazioni democratiche e non del Pianeta.</p>
<p>A che e a chi serve la guerra? Ci saranno pure dei rivoltosi in buona fede con sensibilità da partigiani, ma son loro che decidono? E con chi altri, se Gheddafi dovesse soccombere, si dovrà trattare? Con quanti altri?<strong>Piuttosto, saremo noi a trattare o la corsa è a chi prenderà il nostro posto nei flussi commerciali e finanziari con un paese potenzialmente straricco?</strong></p>
<p>Fa tutto parte di una strategia che mira a “destabilizzare”, come si diceva una volta, cioè a far venir meno i riferimenti certi nell’area del Mediterraneo?</p>
<p>A ben vedere, sembra esserci una regia che negli ultimi mesi ha messo in subbuglio la governance di tutti i paesi nostri dirimpettai, dall’Albania, alla Tunisia, al Marocco, alla Libia, senza tralasciare le bombe dei debiti sovrani, quelli degli stati, che hanno tramortito la Grecia e portato vicino al collasso Spagna e Portogallo.</p>
<p><strong>Con la Germania disponibile ad accollarsi un po&#8217; di debiti degli stati scialacquoni, però, alle sue condizioni, un atteggiamento, questo, che sembrava preludere alla fine dell’Europa economica </strong>(perché quella politica non c’è ancora), con l’euro a due velocità, una mitteleuropea, franco tedesca e forte, ed una mediterranea più debole.</p>
<p>Mai pensando che dalla Francia e dall’Inghilterra spirassero improvvisi più forti venti, quelli di guerra, con fuga in solitaria e isolamento proprio della Germania. Che sta succedendo?</p>
<p>Bene che vadano le cose, l’Europa unita sarà meno unita e – se la politica delle amicizie particolari non riuscirà, attraverso Putin, almeno a recuperare quanto si perde con Gheddafi e non si riprenderà a fare la politica estera con la diplomazia, come una volta – l’Italia troverà meno fiducia sui mercati e il debito pubblico in cui siamo primi potrà scaraventarci là dove la Grecia è.</p>
<p><strong>Non è allarmismo, è il minimo che ci si può attendere, se la possibile telefonata di Berlusconi a Putin e quelle del leader russo alla Cina, alla Merkel, alle Leghe arabe, all’India non ricondurranno tutti alla ragione.</strong> Che è quella di giocare a carte scoperte.</p>
<p>Cioè, se di interventi militari per ragioni umanitarie si tratta, perché non si è agito contro la Russia per i ceceni, contro la Cina per i tibetani, contro l’Arabia per gli yemeniti e via elencando i popoli sotto dittatura e insieme ricchi di materie prime? Ce n’è per tutti. Tanto vale cercare compromessi dignitosi.</p>
<p>Intanto, l<strong>’africanizzazione di Lampedusa aiuta l’aumento di quell’81% di connazionali pessimisti come di quel terzo che considera una “sfortuna” vivere qui </strong>e, mentre continuano i festeggiamenti per i 150 anni del Regno d’Italia, gli italiani al 67,5% sono convinti di vivere in un paese “diviso”, frontiera di un’ Europa che lo è altrettanto.</p>
<p>Che bella primavera!</p>
<p><strong>Renzo Trappolini</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Se lo dice Schifani&#8230;</title>
		<link>http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/2011/04/se-lo-dice-schifani/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 17:25:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cgaleotti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[- Non può essere di routine l’approvazione del presidente del Senato agli obiettivi viterbesi: terme, Cassia, ferrovia, trasversale e queste due ultime definite veloce la prima e funzionale al sistema aeroportuale l’altra. Ambedue, perciò, dipendenti dall’inciso ”Certamente l’aeroporto”, che, detto dalla seconda autorità della Repubblica, è credibile per definizione, perché il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_559" style="width: 208px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/04/trappolinirenzo230.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g579]"><img class="size-medium wp-image-559" title="trappolinirenzo230" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/04/trappolinirenzo230-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Renzo Trappolini</p>
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<p>- Non può essere di routine l’approvazione del presidente del Senato agli obiettivi viterbesi: terme, Cassia, ferrovia, trasversale e queste due ultime definite veloce la prima e funzionale al sistema aeroportuale l’altra.</p>
<p>Ambedue, perciò, dipendenti <strong>dall’inciso ”Certamente l’aeroporto”, che, detto dalla seconda autorità della Repubblica, è credibile per definizione, perché il rappresentante del primo ramo del parlamento non parla così senza aver sentito il Governo</strong> e garantendo che il Senato da lui presieduto legiferi di conseguenza, in caso di necessità.</p>
<p>Segnale significativo dunque e merito a Giulio Marini, sindaco deputato, per aver messo a frutto le relazioni con Schifani di quando era con lui senatore in Forza Italia. <strong>Insieme, però, doverosa attenzione dei cittadini – fiduciosi ma non sprovveduti &#8211; per capire se, quando e come ci sarà il “fine lavori”.</strong></p>
<p>Il fatto, comunque, sembra qualcosa in più rispetto a un’altra solenne approvazione ricevuta addirittura da Garibaldi quando l’eroe dei due mondi, 140 anni fa, venne in città a inaugurare il monumento di Pio Fedi ai caduti per la redenzione d’Italia.</p>
<p>Anche questo, come altre opere pubbliche (comprese quelle di cui sopra), &#8220;era ancora da farsi e s’inaugurò l’idea figurata in un disegno sovra cartone&#8221;, scrisse Alberto Mario nella cronaca ripubblicata nel 1982 dal professor Agostino Grattarola.</p>
<p><strong>A Garibaldi, costretto dai malanni a entrare in Palazzo dei Priori in lettiga, fu offerto un banchetto con mille invitati e cento camerieri nel bosco dei cappuccini.</strong></p>
<p>“Alla terza portata, il presidente della società operaia, dopo aver parlato contro l’influsso deleterio dei preti, raccomandò di interporre l’autorità sua a favore della via ferrata sospirata dai viterbesi..”.</p>
<p>Era l’8 maggio 1871 e l’eroe, prima di andare a visitare le terme, “approvò, conducendo poscia il discorso intorno ai preti&#8230; impostori&#8230; i preti di ogni religione”.</p>
<p>Avrà forse avuto invidia di Pio IX, che era riuscito a far costruire la ferrovia Roma-Civitavecchia in soli tre anni con l’astuzia dei preti,<strong>“senza concorso del governo” e in project financing affidato ad una società spagnola privata ma con buoni appoggi nella famiglia reale di Madrid</strong>.</p>
<p>Sarà per questo che Renato Schifani, rappresentante dello stato nato dal risorgimento laico, ha pensato di iniziare il suo discorso in comune richiamando quanto detto a Valle Faul da Benedetto XVI, successore di quel Pio IX che a Viterbo fu “papa re”.</p>
<p><strong>Renzo Trappolini</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Quando il sindaco nel 2044 inaugurerà l&#8217;aeroporto&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 17:11:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[- Quando nel 2044 il sindaco di Viterbo – di allora – inaugurerà il terzo aeroporto di Roma localizzato trentasette anni prima dalle parti del Bulicame, ci saràforse anche la commemorazione centenaria dei bombardamenti aerei del 1944. Fa una certa impressione rileggere ora, con gli annunci di questi giorni sulle [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_559" style="width: 208px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/04/trappolinirenzo230.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g577]"><img class="size-medium wp-image-559" title="trappolinirenzo230" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/04/trappolinirenzo230-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Renzo Trappolini</p>
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<p>- Quando nel 2044 il sindaco di Viterbo – di allora – inaugurerà il terzo aeroporto di Roma localizzato trentasette anni prima dalle parti del Bulicame, ci sarà<strong>forse anche la commemorazione centenaria dei bombardamenti aerei del 1944.</strong></p>
<p>Fa una certa impressione rileggere ora, con gli annunci di questi giorni sulle infrastrutture aeree, stradali e ferroviarie, la ricostruzione storica di quei tempi fatta da Bruno Barbini e Attilio Carosi nel volume “Viterbo e la Tuscia” edito nel 1988.</p>
<p>Apripista, scrivono i due studiosi, era stato, fin dall’anno precedente, l’aeroporto militare che le incursioni nemiche puntavano a distruggere ma anche le altre vie di comunicazione furono decisive:<strong>“Viterbo entrò nel mirino dei bombardieri per la confluenza in essa della statale Cassia, una delle più importanti vie di comunicazione fra Roma e l’Italia del Nord, della ferrovia Attigliano-Viterbo-Roma con la Trasversale per Orte-Civitavecchia e Capranica e anche della Viterbo Roma Nord”.</strong></p>
<p>Viterbo e la Tuscia, dunque, chiamate a pagare il prezzo dell’importanza delle loro vie di comunicazione.</p>
<p>Ci sono ancora (soprattutto in materia di tasse e nonostante i falò semplificati del ministro Calderoli) alcune leggi che fanno riferimento ai danni di guerra. Per l’ammodernamento di Cassia e ferrovie, come per l’aeroporto e la trasversale, però, non se ne può chiedere al Cipe l’applicazione.</p>
<p><strong>Ma ricordare al “Paese” che un sistema viario e ferroviario adeguato sarebbe utile ai traffici est ovest, anche oltre i porti di Civitavecchia e Ancona, in tempi di Mediterraneo strategico, potrebbe essere opportuno.</strong></p>
<p>E magari, nel 2044, faranno un’inaugurazione generale. Chissà.</p>
<p><strong>Renzo Trappolini</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Privati di&#8230; Trasversale</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 17:00:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[- Monsieur de Lapalisse è rimasto famoso per l’ovvietà delle cose che diceva, tanto che alla sua dipartita terrena gli dedicarono questo refrain “se non fosse morto sarebbe ancora vivo”. E all’ovvietà non sfugge nessuno, neanche un sindaco d’esperienza come Giulio Marini che, a proposito della apertura di sette nuovi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_559" style="width: 208px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/04/trappolinirenzo230.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g568]"><img class="size-medium wp-image-559" title="trappolinirenzo230" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/04/trappolinirenzo230-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Renzo Trappolini</p>
</div>
<p>- Monsieur de Lapalisse è rimasto famoso per l’ovvietà delle cose che diceva, tanto che alla sua dipartita terrena gli dedicarono questo refrain “se non fosse morto sarebbe ancora vivo”.</p>
<p><strong>E all’ovvietà non sfugge nessuno, neanche un sindaco d’esperienza come Giulio Marini che, a proposito della apertura di sette nuovi chilometri di trasversale, ha detto: “la strada è quella giusta”.</strong></p>
<p>Peccato che parlasse a fronte della “non ovvietà” del ministro Matteoli, per il quale lo Stato non ha soldi da spendere sui rimanenti ventidue chilometri. E che soldi! 815 milioni di euro al calcolo del 5 dicembre 2008 (cabina di regia per l’aeroporto), due anni dopo che il predecessore di Matteoli, Di Pietro, in un documento del 6 novembre 2006, aveva scritto 360 milioni. Oggi, chissà.</p>
<p>Si dice che dovranno, perciò, pensarci i privati, come se, con l’aria che tira, dietro l’angolo ci fosse già la fila. Il presidente della provincia, Marcello Meroi, si è detto, nell’occasione, “felice ed ottimista” ed anche nel centrosinistra ha fatto un pensierino sui privati qualcuno che conta (seppure il silenzio sia d’oro per Fioroni, l’ affermato leader della lobby cattolica che è anche finanziaria e per il suo collega Sposetti, marxista doc e così potente e corteggiato dai capitalisti nazionali).</p>
<p><strong>Tutti avranno fatto i loro conti, ma a spanne si tratterebbe di trovare più che investitori, benefattori. Infatti, ammesso che ce ne siano e considerato che, come accade, non destinerebbero tutti interi e cash gli 815 milioni, si rivolgerebbero al mercato dei capitali, almeno in parte.</strong></p>
<p>Supponiamo per cinquecento milioni. Come? Con una operazione di finanza complessa? I dubbi non sarebbero pochi e allora con le banche: un bel finanziamento a lungo termine, diciamo a vent’anni, magari a tasso fisso, parametro e spread (ammettiamo) un po’ meglio di quelli in uso.</p>
<p>Quel privato costruttore dei ventidue chilometri di trasversale mancanti dovrebbe, dunque, rinunciare a sempre possibili migliori investimenti alternativi per i 300 milioni cash e rimborsare complessivamente una cifra che col pallottoliere si potrebbe definire intorno al miliardo e due/trecento milioni.</p>
<p>Chi glieli dà? Sempre che non si tratti di benefattore, gli sarà consentito di esigere un pedaggio. <strong>Per quanto? Certamente meno delle tariffe delle autostrade le quali, tra l’altro, hanno almeno le corsie di emergenza. Quindi, si potrebbe ipotizzare – e sperare – in un balzello minore di un euro dal quale escludere il traffico locale, i pendolari, le categorie protette ecc. e con cui sostenere anche le spese di gestione per arrivare, col tempo, all’utile.</strong></p>
<p>In pratica, tanti balzelli e, quindi, tante macchine in strada ogni giorno: forse un numero impossibile.</p>
<p>Meno male che il ministro Matteoli avrebbe fatto riferimento al Cipe, come per l’aeroporto.</p>
<p>Questa sì che, visti i precedenti, è la “strada giusta”, ma per sperare e parlare. Infatti per il “fare” resta di mezzo il mare che è a Civitavecchia e, per arrivarci, bisogna rassegnarsi a dare la precedenza prima dell’arco di Monteromano e, dopo, fare attenzione all’autovelox.</p>
<p><strong>Renzo Trappolini</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La Russa e i vaffa&#8230; precedenti</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 17:35:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[- “Spettacolo del parlamento italiano sempre più indecente e distruttivo di se stesso”. Così Giuseppe Prezzolini, il maestro di Montanelli, non dopo il recente vaffa… più o meno sceneggiato del ministro della difesa al presidente della camera, ma 42 anni fa, il primo febbraio 1969. D’altronde, anche tra i padri [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_559" style="width: 208px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/04/trappolinirenzo230.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g561]"><img class="size-medium wp-image-559" title="trappolinirenzo230" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/04/trappolinirenzo230-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Renzo Trappolini</p>
</div>
<p>-<strong> </strong>“Spettacolo del parlamento italiano sempre più indecente e distruttivo di se stesso”.</p>
<p><strong>Così Giuseppe Prezzolini, il maestro di Montanelli, non dopo il recente vaffa… più o meno sceneggiato del ministro della difesa al presidente della camera, ma 42 anni fa, il primo febbraio 1969.</strong></p>
<p>D’altronde, anche tra i padri della patria, in più di sessant’anni di parlamento repubblicano, gli insulti non mancavano.</p>
<p>Come quando Sandro Pertini, il 29 marzo 1953, gridò al presidente di Montecitorio, il mite Meuccio Ruini: “Lei non è un presidente, è una carogna, un porco!”.</p>
<p><strong>Si votava, dopo settanta ore di dibattito, la legge elettorale che Giancarlo Pajetta aveva elegantemente definito “truffa” (eppure la Dc aveva solo proposto il premio di qualche seggio a chi, però, avesse ottenuto la maggioranza assoluta nelle urne, quando, oggi, una piccola minoranza che abbia un voto in più delle altre minoranze viene proclamata maggioranza per legge!).</strong></p>
<p>Ci furono tumulti, volarono cassetti e tavole dei banchi, un ministro, Randolfo Pacciardi, rimase ferito e Giulio Andreotti dovette mettersi un cestino della carta sulla testa per riparasi dagli attacchi dal comunista Elio Spano.</p>
<p>In un’altra seduta, quando l’Italia aderì alla Nato il18 marzo 1949, Giuliano (fratello di Giancarlo Pajetta) si scaraventò “a catapulta”, come è scritto nei resoconti parlamentari, contro un collega.</p>
<p><strong>Altro garbo quello dei capi come De Gasperi che, il 4 dicembre 1948, si rivolse con “Non mi dia del tu, giovanotto” all’onorevole Galasso e questi, di rimando: ”D’ora in poi le daremo del voi” e il fascismo era caduto da poco.</strong></p>
<p>Togliatti, il 25 marzo 1947, sbottò “Sono convinto che in un consesso di prelati sarei stato ascoltato con più sopportazione!”, mentre Pajetta (Giancarlo), il 27 luglio 1968, al presidente di Montecitorio che lo richiamava perché “ i ministri hanno diritto di parlare” replicò “ma anche di tacere!”.</p>
<p>Insulti evangelici, invece, mentre parlava Moro il 5 agosto 1960. L’onorevole Manco a Leccisi: ”Ipocrita, gesuita!” e l’altro: “Fariseo!”</p>
<p>Il deputato Bottonelli censurato dal presidente perché aveva detto a un collega “Faccia di bronzo” chiarì: ”Allora, faccia di bronzo due volte”.</p>
<p>Cicciomessere, il 23 genanio 1980, quando si sentì dire da Giuseppe D’Alema, il padre di Massimo, pure lui deputato: “Sei il primo ciarlatano d’Italia” gli rispose “Tu sei un mascalzone, innanzi tutto”.</p>
<p><strong>Il presidente della camera, salomonicamente, li condannò “avete sbagliato tutti e due” ma, un anno dopo, l’onorevole Pugno rincarò la dose sullo stesso Cicciomessere: “L’ho solo onorato dandogli dello stronzo”.</strong></p>
<p>Altri tempi rispetto alla seconda repubblica, quando, mentre l’ultimo governo Prodi se ne andava, l’onorevole Strano urlò a Nuccio Cusumano “Sei un cesso corroso”.</p>
<p>Comunque sia, la democrazia è la forma migliore di governo e il parlamento la sua sede. A prescindere, però, dai parlamentari.</p>
<p><strong>Renzo Trappolini</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Io se fossi Dio&#8230; non vorrei gente di partito tra le palle</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 17:19:32 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_559" style="width: 208px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/04/trappolinirenzo230.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g558]"><img class="size-medium wp-image-559" title="trappolinirenzo230" src="http://www.rivoluzioneliberaleweb.it/wp-content/uploads/2011/04/trappolinirenzo230-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Renzo Trappolini</p>
</div>
<p>- Si può esporre un’opinione – pure democristiana – prendendo a prestito le parole scritte da Giorgio Gaber, nel 1980, quando, riferendosi a precedenti “vent’anni di cancrena italiana”, chiamava in causa maggiormente la DC.</p>
<p>Tutto da discutere, ovviamente, specie vedendo che la malattia non si è fermata da allora, neanche cambiando numero (la seconda) alla repubblica.</p>
<p>La ballata di Gaber si intitola “Io se fossi Dio”, quanto mai indicata in settimana santa.</p>
<p><strong>La furbizia:<br />
</strong>“Io se fossi Dio, non mi farei fregare dai modi furbetti della gente. Per esempio, il piccolo borghese, com’è noioso; non commette mai peccati grossi, non è mai intensamente peccaminoso. Del resto, poverino, è troppo misero e meschino e, pur sapendo che Dio è più esatto di una Sveda, lui pensa che l’errore piccolino, non lo conti o non lo veda”.</p>
<p><strong>La compassione lontana e l’egoismo vicino:<br />
</strong>“Io se fossi Dio, non avrei fatto gli errori di mio figlio e mi sarei spiegato un po’ meglio. Infatti, non è mica normale che un comune mortale per le cazzate tipo compassione e fame in India ci ha tanto amore di riserva che neanche se lo sogna e viene da dire: Ma, dopo, come fa ad essere così carogna?”</p>
<p><strong>Il rigore:<br />
</strong>“Io se fossi Dio, non sarei certo permissivo… stramaledirei gli inglesi, come mi fu chiesto, (Dio stramaledica…) e, se potessi anche gli africanisti e l’Asia e poi gli americani e i russi. E prenderei a schiaffi i volteriani, i ladri, gli stupidi e i bigotti, perché Dio è violento e gli schiaffi di Dio appiccicano al muro tutti”.</p>
<p><strong>La politica di mestiere:<br />
</strong>“Io se fossi Dio, chiuderei la bocca a tanta gente e nel regno dei cieli non vorrei ministri, né gente di partito tra le palle, perché la politica è schifosa e fa male alla pelle.</p>
<p>E tutti quelli che fanno questo gioco, che poi è un gioco ributtante e contagioso, ci hanno certe facce… siano untuosi democristiani o grigi compagni del Pci.</p>
<p>Io se fossi Dio, dall’alto del mio trono, vedrei che la politica è un mestiere come un altro e vorrei dire, mi pare con Platone, che il politico è sempre meno filosofo e sempre più coglione”.</p>
<p><strong>Conclusione:<br />
</strong>“Ma, in fondo, tutto questo è stupido, perché, logicamente, io se fossi Dio la terra la vedrei piuttosto da lontano. E allora va a finire che se io fossi Dio mi ritirerei in campagna, come ho fatto io”.</p>
<p>Buona Pasqua.</p>
<p><strong>Renzo Trappolini</strong></p>
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